Il delicato compito di educare

                       Brano tratto da A. Cattaneo, Matrimonio d'amore, edizioni ARES

 

 

1.Trovare il tempo per giocare o conversare con i bambini, per interessarsi alle loro cose, anche se, a volte, ciò significa rinunciare alla propria tranquillità o sacrificare un po' del tempo che si potrebbe dedicare al lavoro o a un hobby.

 

2. Vivere in prima persona, con coerenza, quanto si esige dai figli, ricordando che l'esempio è il miglior predicatore. Così, nella moderazione dell'uso della Tv, nel non parlar male del prossimo, nella sincerità, nell'ordine, puntualità...

 

3. Favorire il prestigio dell'altro coniuge aiutando i figli a scoprirne le virtù ed evitare di contraddire o rimproverare il coniuge alla loro presenza. Se vi hanno visto litigare, che vi vedano anche riconciliarvi.

 

4. Se il figlio ricade in qualche difetto, aiutarlo con parole di incoraggiamento e non rinfacciargli la sua debolezza.

 

5. Non cedere ai capricci dei bambini, ma aspettare serenamente che passino le bizze.

 

6. Favorire lo spirito di iniziativa del bambino e lasciarlo fare da sé, anche,. se causa qualche disturbo in più.

 

7. Quando è necessario, anche se non è facile, bisogna saper dire "no", ma spiegando i "no", senza inflazionarli moltiplicandoli inutilmente.

 

8. Esercitare l'autorità, che non è autoritarismo. Quest'ultimo è voglia di potere, l'autorità invece è servizio, e si fonda su una stima giusta e meritata.

 

9. Esigere l'obbedienza, cercando però di dare gli ordini con il tono il più possibile amabile e simpatico.

 

10. A volte si deve anche castigare, ma con moderazione, senza perdere la serenità e senza lasciarsi prendere dal nervosismo o dalla collera.

 

11. Quando si deve sgridare un figlio, bisogna farlo in modo chiaro, giusto, breve e cambiando poi l'argomento della conversazione, senza esigere che riconosca immediatamente la sua colpa.

 

12. I castighi non devono mai essere - e nemmeno sembrare - uno sfogo della propria rabbia o malumore. Per questo è bene meditarli un po', prima di impartirli.

 

13. Concedere ai figli un po' di fiducia, anche se non è escluso che qualche volta si sarà "ingannati".

 

14. Esigere, puntando più sull'affetto che su castighi e ricompense: "Se fai tal cosa, mi dai un grande dispiacere". Si insegna così ai figli la bellezza di fare, o non fare, qualcosa liberamente, per amore.

 

15. Coinvolgere i figli, con giusto equilibrio, nelle decisioni familiari, stimolandoli a dare suggerimenti per il bene della famiglia.

 

16. Non limitarsi a correggere o consigliare i figli, ma ascoltarli con pazienza, affetto e interesse per riuscire così a capire il perché delle loro difficoltà, delusioni, tristezze, sbagli, vizi, ecc.

 

17. Non rispondere mai alle loro mille domande con uno stanco "non lo so". I bambini moltiplicano le domande proprio quando avvertono questo disinteresse.

 

18. Non rifiutare in toto e a priori nemmeno quelle proposte dei figli che sembrano più insensate, ma sforzarsi di scoprire e valorizzare quanto c'è di buono nelle loro idee.

 

19. Quando non si sa bene quali ragioni dare per un rifiuto a una loro richiesta, avere l'umiltà di dire, per esempio: "Lascia che ci pensi".

 

20. Distribuire incarichi opportuni ai figli.

 

21. Elogiare o biasimare non come sono, ma quello che fanno. Si eviterà così di alimentare la superbia o lo scoraggiamento. Non dire, per esempio, "Sei sciocco", ma "Hai fatto una sciocchezza".

 

22. Esigere con buonumore, che non è mai ironia tagliente anche se sottile.

 

23. Accordare un tempo ragionevole per ogni miglioramento.

 

24. Mantenere le promesse fatte.

 

25. Usare gli schiaffi il meno possibile. Sarebbe bello che vostro figlio possa contare gli schiaffi ricevuti da bambino.

 

26. Limitare le proibizioni alle cose veramente importanti.

 

27. Evitare il più possibile i premi materiali per non coltivare una morale utilitaristica che aspetta un premio per ogni azione positiva. Conviene invece che i figli percepiscano la gioia dei genitori quando fanno qualcosa di buono.

 

28. Insegnare ai figli il valore di certe rinunce e renderli critici di fronte alla pubblicità consumistica che esalta l'appagamento immediato di desideri e di bisogni indotti.

 

29. Iniziare i figli al mistero dell'origine della vita e dell'amore tra uomo e donna seguendo quella che abbiamo chiamato la regola delle cinque "A".

 

30. Chiedere aiuto a Dio e affidarsi all'intercessione della Madonna e degli Angeli custodi per poter essere buoni educatori.

 

Come promemoria, aggiungiamo dieci frasi da non dire:

 

1. "A me non la fai!".

2. "Questo non dirlo al papà (o alla mamma)".

3. "Sei un buono a nulla, un egoista, un bugiardo ... ".

4. "Hai voluto fare di testa tua, adesso arrangiati!".

5. "Dimmi la verità, altrimenti ... ".

6. "Dove sei stato? Che hai fatto? Chi c'era? ... ".

7. "Fa' quel che vuoi, basta che mi lasci in pace".

8. "Guarda tua sorella com'è brava, come studia, come aiuta...".

9. "L'ha portato la cicogna", oppure: "Sono cose che non ti riguardano".

10. "Guarda che Dio ti castiga".