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                                               Vacanze cristiane
                                                      (28 Giugno)


Ci sono mattine che lasciano presagire la calura che nel giorno si riverserà sulle cose e sulle persone, senza riguardo per nessuno, ...che tu sia in villeggiatura o sia rimasto in città. 
Le chiese sono deserte, anzi disertate dai fedeli; ...anch'io ho pensato: "tanto sono in ferie e fa un caldo... ci sarà tempo per andare a Messa, per pregare". 
Ma il Signore non va in ferie! 
Solo pochi abitudinari occupano i banchi delle parrocchie, per lo più anziani vestiti di indumenti leggeri ed appena decenti, sventagliandosi il volto con il foglietto della liturgia o col libretto dei canti, sbuffando di tanto in tanto.
Fuori di lì, orde di persone vestite di indumenti ancora meno decenti, riversate sulle spiagge, a rinfrescarsi con l'acqua del mare, a raccontarsi tutto quello che ci si può raccontare, a guardare ed essere guardate, a pensare fantasticare, dormire. 
Eppure se mi fermo un attimo a riflettere, nel silenzio che regna in quei pomeriggi di sole, quando solo le cicale e le lucertole hanno l'ardire di sfidare così tanti gradi centigradi, non posso non dirmi: "Qualcuno, anche ora sta continuando ad amarti". 
Lui non ha mai trascurato un attimo della tua vita, non ti ha perso di vista un momento, non si è concesso un riposo, ne tanto meno una vacanza per starti sempre affianco. Da uomo, ha conosciuto anche Lui il caldo e il freddo, la sete, la fame e la sazietà, la stanchezza ed il riposo, la veglia ed il sonno, la letizia e la tristezza e molte altre cose che tu hai avuto la fortuna di non sperimentare; sa tutto di te e per non deludere le tue attese, non smette di seguirti mai, ...mai. 
E siccome conosce tutti i tuoi limiti, i tuoi difetti (compreso qualche peccatuccio) e, ...la tua scarsa fede, a maggior ragione per questi motivi non distoglie mai il Suo sguardo da te. Non dimenticare le tante volte in cui sei stato tirato fuori dai guai; cosa sarebbe stato di te se in quelle occasioni il Signore si fosse trovato in vacanza? 
Anche se l'irruenza del sole d'estate cuoce i mattoni delle chiese, in quel silenzio ch'è più immaginario ed interiore del vero, concediti di non essere in ferie almeno con la mente, col cuore, con l'anima; pensa a quante volte Lui ha pensato a te, ed anche per pensare a te, non è andato in ferie. 
C’è una frase di Levi Tolstoj che, nella sua immediatezza, illumina il mistero dell’uomo e del suo agire. “Tutto il male del mondo” scrive il romanziere russo “deriva dal fatto che, in certe circostanze, si creda di poter fare a meno di amare”. Queste parole si trovano nel romanzo Risurrezione e si riferiscono alle guardie che, scortando i prigionieri destinati alla Siberia, si permettevano ogni sorta di crudeltà. 
Lasciando i geli siberiani per la nostra torrida estate mi pare di poter cogliere nel pensiero citato un principio valido per chi, nel periodo delle vacanze, “crede che si possa fare a meno di essere cristiano”. 
Don Bosco scriveva che le vacanze sono la vendemmia del diavolo. Frase forte. Ma non aveva tutti i torti. Più che vendemmia del diavolo direi “banco di prova”. 
Il Vangelo è sempre Vangelo, ovunque ci si trovi: a scuola, al lavoro, su una spiaggia o a Parigi. Chi sceglie Cristo lo sceglie 365 giorni l’anno. 
La fede non va in ferie! Anzi, credo che le vacanze possano essere un’occasione per rinnovarsi e fare nuove esperienze spirituali, incontrando, ad esempio, nuove comunità parrocchiali e accorgendosi dei poveri che, anche nei luoghi di turismo, ci ricordano il volto di Cristo. 
Essere cristiani in vacanza è una prova di maturità. Richiede talora di andare controcorrente perché, forse, gli amici con cui condividiamo svago e riposo, non la pensano come noi. 
Continuare ad essere cristiani in vacanza è una prova di maturità perché ci chiede di testimoniare con coerenza ciò che crediamo e cerchiamo di vivere. E la coerenza è un valore che non passa inosservato.