Casella di testo:                                                  
                                      









                                             


                                               
                                                    La gioia di Gesù
 
Molti si professano cristiani , ma …chi ha veramente lo Spirito di Gesù Cristo?
Il vero cristiano deve vivere non più a partire dalla Legge, bensì secondo lo Spirito che ha ricevuto.
Egli vive nella profonda consapevolezza d’essere figlio del Padre Celeste. Vive senza paure, ansie od angosce, donando amore incondizionato e gratuito.
Il vero cristiano ha lo zelo ed il coraggio di chiamare tutti gli uomini alla conversione del cuore: “non griderà, né alzerà il tono, proclamerà il diritto con fermezza; …non verrà meno e non si abbatterà” (Isaia 42,2-5).

I segni che permettono di riconoscere coloro che vivono mossi dallo Spirito Santo appariranno con viva chiarezza. Essi sono i frutti dello Spirito: l’amore , la gioia, la pace, la benevolenza, la bontà, la fedeltà, la mitezza, il dominio di sé (Galati 5,22).
Il più grande desiderio di Gesù è che il nostro cuore si rallegri e la ragione della sua venuta: è portare vita e gioia in abbondanza. Egli è straordinariamente mite in mezzo agli uomini; guarisce gli ammalati, risuscita i morti ed è fonte di gioia e consolazione per tutti quelli che incontra.
Ma da dove viene questa gioia? Che legame c’è tra questa e la gioia che il mondo può dare? E’ difficile dare una risposta finché non si è sperimentata la gioia data da Gesù! Essa è perfetta e completa, non è identica alle gioie del mondo. Non è sguaiata e chiassosa, ma rassicurante e serena.
Non è un sentimento di esaltazione, di piacere o benessere, ma si trova nelle profondità del nostro essere e, bisogna scavare a fondo per permetterle di sgorgare come “acqua viva per la vita eterna” (Gv. 4,14-15). E’ qualcosa che non possiamo osservare tramite la via normale dei sensi, è inesprimibile ed è destinata a crescere sempre più in comunione con Lui.
Per farne esperienza, occorre morire a sé stessi, liberarsi “dell’uomo vecchio” infatti, se non muore l’uomo vecchio non può nascere il nuovo, …non può nascere “l’amore”!
Essere cristiani, è  guarire totalmente dell’uomo vecchio, dell’egoismo, del proprio io. Bisogna “rinnegare sé stessi” e seguire il Maestro attraverso la “via stretta che conduce alla vita”! Solo così sperimenteremo la resurrezione alla nuova esistenza.
Per provare di essere cristiani non basta partecipare alla S. Messa domenicale, avere qualche devozione, partecipare ad un gruppo di preghiera o parlare di Dio agli altri, dobbiamo misurarci con l’amore e la rinunzia totale a noi stessi, per appartenere interamente a Gesù e al suo Corpo.
 
Più si ama, meno si osserva dall’alto; più si ama, meno si giudica; più si ama, più si perdona; più si ama, più si ascolta e meno si parla; più si ama, più si diventa roccia, appoggio, sicurezza per l’altro; più si ama, più si è veri.
Più ami, meno ci tieni ad affermarti; più ami, più diventi e sei te stesso; più ami e più diventi luce; più ami, meno hai paura; più ami e più cerchi la bellezza, la verità, l’unità, la semplicità, la trasparenza, l’eterno; più ami e più diffondi il Paradiso e lo anticipi… già qui un po’!
 
A volte, nella nostra miopia pensiamo: non rubo, non uccido, non faccio del male a nessuno, non sono come gli altri. Sarà vero, ma sicuramente non siamo molte altre cose: …non siamo come Gesù!
 Chi accoglie il  Vangelo in pienezza, cammina per le strade del mondo col volto dal quale traspare gioia, cordialità, mansuetudine e bontà.
Quante volte il cristiano che si professa tale, si reca in Chiesa per la S. Messa con viso lugubre e, ne esce ugualmente con atteggiamento mesto e luttuoso, come se in quel luogo non avesse incontrato il suo Amato: Gesù Cristo Vivo e Vero!
A volte sembrano più allegri gli atei ed i mondani che i cristiani!
Ma il cristianesimo è gioia! E la guarigione interiore del nostro essere, avviene gradualmente, praticando l’abbandono filiale e la perseverante preghiera.