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                      L'amore comincia a casa di Michelangelo Nasca

Madre Teresa di Calcutta diceva che: “L’amore comincia a casa, e per questo è importante pregare insieme. Se pregate insieme, starete insieme e vi amerete come Dio ama ciascuno di voi”.

Nel momento in cui, infatti, la preghiera non è più il fondamento della vita familiare può accadere di tutto! Oggi, la vita condotta da alcune famiglie, purtroppo, diventa sempre più complicata; essa – sostenuta da ritmi incalzanti – costringe il nucleo familiare a raggiungere frettolosamente alcuni obiettivi considerati importanti (carriera, denaro, successo ecc.) e a trascurarne “altri”. 

I figli, poi, soffocati da mille inquietudini sono schiavi di una libertà sempre più al servizio del mondo, e nel momento in cui essi avrebbero più bisogno di essere guidati, la famiglia è ormai completamente orientata verso altri beni! “Se potessimo renderci conto del prezzo delle ore che viviamo! La nostra libertà di scelta è preziosa e tutto è possibile a colui che crede, tutto. La minima nostra preghiera ha un valore inestimabile” (J. Fesch).

Giovanni Paolo II qualche anno fa invitava tutti i credenti a pregare nelle famiglie e per le famiglie: “Molti problemi delle famiglie contemporanee, specie nelle società economicamente evolute, dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare. 
Non si riesce a stare insieme, e magari i rari momenti dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore. Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l'immagine del Redentore, l'immagine della sua Madre Santissima. La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po' il clima della casa di Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da lui la speranza e la forza per il cammino” (Rosarium Virginis Mariae, 41).