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                                                                                                          spunti di riflessione di Giacomo Davino

 

Il paese dei balocchi

 

 Nell'odierna civiltà dell'apparire molti di noi, alla continua ricerca del benessere e del piacere ad ogni costo, sono talmente ripiegati su se stessi, da essere incapaci di aprirsi all'amore di Dio.

I ritmi frenetici, i falsi valori, le distrazioni, lo stress e le nevrosi sempre dietro l'angolo, hanno fatto perdere il vero, supremo senso della vita; non si sa più perché si esiste, ne dove si va.

Non c'è più tempo  per la preghiera, ma detto tra noi, se veramente si vuole, il tempo lo si trova.

Si pensi solo a quante ore si trascorrono davanti al televisore che, ci scarica addosso una miriade di oscenità e messaggi distorti;

a quanto tempo si spreca a leggere giornali e riviste, piene di banalità e vanità mondane;

a quanto tempo si perde in futili ed inutili discussioni.

Non ci sono scusanti: …è questione di volontà!

Al tramonto della vita, così trascorsa: nell'illusione, si lascia dietro di se, mille ambizioni miseramente sciolte e sogni svaniti, ritrovandosi solo con un pugno di cenere tra le mani.

Solo nella preghiera si fa esperienza di Dio Vivo che parla ai nostri cuori e, questo incontro bisogna cercarlo con tutta l'anima.

 

Quanti, pur definendosi cristiani, partecipano alla S. Messa con vera devozione filiale;

quanti non credono più all'esistenza dell'inferno, considerandola una favoletta inventata dalla Chiesa;

quanti, ancora, considerano il S. Rosario una preghiera ripetitiva e sorpassata, affermando che basta anche solo una preghiera, sminuendo o persino negando, i continui appelli della Madre di Dio (nelle ultime sue apparizioni a Lourdes, Fatima e Medjugorje) che, raccomanda vivamente tale encomiabile pratica, …ma pregando con tutto il cuore e, soprattutto in famiglia.

Poi, si rimane sbigottiti nell'osservare: la società in bilico e sull'orlo di una crisi di nervi;

tante famiglie traballanti, sotto i "precisi e ben assestati" colpi sferrati dalla cultura dominante trasgressiva e, …di morte;

moltissimi giovani, sempre più disorientati ed abbagliati dalle false luci, i quali non trovano niente di meglio da fare, eccetto che dimenarsi tra dissipazioni e ubriachezze nelle discoteche (veri templi delle tenebre!), …mettendo a repentaglio la propria e l'altrui esistenza;

i bambini (…futura generazione!), che crescono alla scuola perversa di personaggi di dubbia moralità, proposti con insistenza dai moderni strumenti di comunicazione di massa, …invece di apprendere dal Divin Maestro: Via, Verità e Vita!

 

Dio è infinito e, sceglie le cose piccole ed inutili per rivelarsi all'uomo, nel raccoglimento dell'anima.

Proprio nel S. Rosario sembra verificarsi la sublime esortazione evangelica di Gesù: "Solo chi si farà piccolo come uno di questi fanciulli entrerà nel Regno dei cieli" (Mt. 18,3).

Nel momento in cui si comprende il vero valore del Santo Rosario, è segno che nella nostra vita si è fatta una grande conquista, …si riesce a valorizzare  molto di più le cose piccole e semplici.

Allora perché continuare a percorrere la via dell'errore?! Seguiamo invece la Vergine Maria, Madre premurosa di tutti noi, lungo il sentiero della benignità, della vera ricchezza, della mansuetudine e della vera pace.

La nostra vita non sarà più la stessa!

  

 

                                        Maghetti, fatine, ...e "satanello"

 

Oramai viviamo in un mondo tutto magico!

La new-age è prepotentemente entrata nei costumi e nella cultura della nostra malata società che, sta inesorabilmente perdendo la sua originaria identità cristiana.

Tutti noi siamo esposti ai condizionamenti, palesi od occulti, attuati dai diabolici diffusori del pensiero e dei concetti della "nuova-era".

Programmi televisivi, film, pubblicità, musica, cartoni animati, videogiochi, ecc., sono accuratamente infarciti di maghi, fatine, spiriti e demoni che,  presentati in maniera subdola ed affascinante, sono sempre portatori di “buoni valori”:…infernali!

 

A farne le spese sono soprattutto i giovanissimi, che imbevuti di questa nuova "magica religiosità", profondamente anticristiana (vedi: harry potter, witch, halloween, magicanti, winx, pokemon, ecc.) divengono come "piccoli occultisti", avvezzi alla superstizione ed alle cose orrende e mostruose, con le nefaste conseguenze che sono sotto i nostri occhi (basta seguire mezz'ora di telegiornale!).

 

Anche la scuola odierna, da brava educatrice, alimenta non poco, questa cascata di "fango magico" che  sommerge i nostri autentici  valori morali.

Così, di recente, alcuni Istituti scolastici hanno adottato, per bimbi di prima elementare, un libro di testo dal fantomatico titolo: "il piccolo Merlin", dove il maghetto è un amico amorevole, portatore di bene, che con la sua magia risolve tutti i problemi della vita, …di riferimenti cristiani: …nemmeno l’ombra!

Bisogna proteggere i nostri piccoli da queste nefandezze e, ritornare alla sana "Tradizione Cattolica", alle buone letture, alle storie divertenti ed educative. Altrimenti si corre il serio pericolo di ritrovarci, tra non molto tempo, a vivere in una società “neo-pagana”, sotto l'abile regia del “principe delle tenebre”!

 

 

                                                                La gioia di Gesù

 

Molti si professano cristiani , ma …chi ha veramente lo Spirito di Gesù Cristo?

Il vero cristiano deve vivere non più a partire dalla Legge, bensì secondo lo Spirito che ha ricevuto.

Egli vive nella profonda consapevolezza d’essere figlio del Padre Celeste. Vive senza paure, ansie od angosce, donando amore incondizionato e gratuito.

Il vero cristiano ha lo zelo ed il coraggio di chiamare tutti gli uomini alla conversione del cuore: “non griderà, né alzerà il tono, proclamerà il diritto con fermezza; …non verrà meno e non si abbatterà” (Isaia 42,2-5).

I segni che permettono di riconoscere coloro che vivono mossi dallo Spirito Santo appariranno con viva chiarezza. Essi sono i frutti dello Spirito: l’amore, la gioia, la pace, la benevolenza, la bontà, la fedeltà, la mitezza, il dominio di sé (Galati 5,22).

Il più grande desiderio di Gesù è che il nostro cuore si rallegri e la ragione della sua venuta: è portare vita e gioia in abbondanza. Egli è straordinariamente mite in mezzo agli uomini; guarisce gli ammalati, risuscita i morti ed è fonte di gioia e consolazione per tutti quelli che incontra.

Ma da dove viene questa gioia? Che legame c’è tra questa e la gioia che il mondo può dare? E’ difficile dare una risposta finché non si è sperimentata la gioia data da Gesù! Essa è perfetta e completa, non è identica alle gioie del mondo. Non è sguaiata e chiassosa, ma rassicurante e serena.

Non è un sentimento di esaltazione, di piacere o benessere, ma si trova nelle profondità del nostro essere e, bisogna scavare a fondo per permetterle di sgorgare come “acqua viva per la vita eterna” (Gv. 4,14-15). E’ qualcosa che non possiamo osservare tramite la via normale dei sensi, è inesprimibile ed è destinata a crescere sempre più in comunione con Lui.

Per farne esperienza, occorre morire a sé stessi, liberarsi “dell’uomo vecchio” infatti, se non muore l’uomo vecchio non può nascere il nuovo, …non può nascere “l’amore”!

Essere cristiani, è  guarire totalmente dell’uomo vecchio, dell’egoismo, del proprio io. Bisogna “rinnegare sé stessi” e seguire il Maestro attraverso la “via stretta che conduce alla vita”! Solo così sperimenteremo la resurrezione alla nuova esistenza.

Per provare di essere cristiani non basta partecipare alla S. Messa domenicale, avere qualche devozione, partecipare ad un gruppo di preghiera o parlare di Dio agli altri. obbiamo misurarci con l’amore e la rinunzia totale a noi stessi, per appartenere interamente a Gesù e al suo Corpo.

 

Più si ama, meno si osserva dall’alto; più si ama, meno si giudica; più si ama, più si perdona; più si ama, più si ascolta e meno si parla; più si ama, più si diventa roccia, appoggio, sicurezza per l’altro; più si ama, più si è veri.

Più ami, meno ci tieni ad affermarti; più ami, più diventi e sei te stesso; più ami e più diventi luce; più ami, meno hai paura; più ami e più cerchi la bellezza, la verità, l’unità, la semplicità, la trasparenza, l’eterno; più ami e più diffondi il Paradiso e lo anticipi… già qui un po’!

 

A volte, nella nostra miopia pensiamo: non rubo, non uccido, non faccio del male a nessuno, non sono come gli altri. Sarà vero, ma sicuramente non siamo molte altre cose: …non siamo come Gesù!

 Chi accoglie il  Vangelo in pienezza, cammina per le strade del mondo col volto dal quale traspare gioia, cordialità, mansuetudine e bontà.

Quante volte il cristiano che si professa tale, si reca in Chiesa per la S. Messa con viso lugubre e, ne esce ugualmente con atteggiamento mesto e luttuoso, come se in quel luogo non avesse incontrato il suo Amato: Gesù Cristo Vivo e Vero!

A volte sembrano più allegri gli atei ed i mondani che i cristiani!

Ma il cristianesimo è gioia! E la guarigione interiore del nostro essere, avviene gradualmente, praticando l’abbandono filiale e la perseverante preghiera.

  

 

                                                L’involuzione della specie

 

Di frequente, ascoltando i discorsi fra i giovinetti in "erba", si avverte il disagio e la lamentela riguardo alla mancanza di ragazze in giro per eventuale serio fidanzamento, ...non ce né sono,oppure sono già impegnate! Il discorso vale anche per le ragazze ma, queste cercano di farsene una ragione e di reagire a questo stato, senza apparente via d'uscita. Certo i"costumi" odierni non aiutano nell'impresa. Come si può dar torto ai poveretti affranti e sconsolati?!

 

La famiglia poi, si rileva sempre più come l'orrenda copia di quella sognata da S. Paolo nella sua lettera agli Efesini (cap. 5,21-28), infatti oggi la figura della moglie viene sempre presentata come insuperbita regina della casa, del portafoglio, dei figli e ...del marito, ridotto a sproposito dai moderni mezzi di disinformazione di massa, a povero "servo inutile" (...ma non in senso evangelico!).

E' in atto, ed è ben lungi dal termine, un maldestro e ben articolato tentativo di sovvertire i ruoli ed il reciproco rispetto all'interno della famiglia, …e non solo!

Mi si potrebbe accusare di sterile "maschilismo" ma, purtroppo la mia riflessione va ben oltre i comuni, quanto nefasti stereotipi creati ad arte dai nostri "guardiani mercenari".

Come se non bastasse, si creano i presupposti per nuove forme di convivenza (vedi le coppie gay, le unioni di fatto, ecc. …tanto reclamizzate!), dove la parola "amore" molto spesso fa rima con prostituzione ,  …e, quando finisce "l'attrazione carnale", si ritorna felici al precedente stato!

 

Basta fare una rapida carrellata tra i programmi proposti dalla nostra "benemerita TV", anche  in prima serata, per rendersi conto in quale stato comatoso si trovino i nostri millenari valori   cristiani; oppure fare un giro in autobus, magari per recarsi al lavoro, sembrerà alquanto strano,   ma osservando inconsapevolmente, lo scorrere veloce delle immagini impresse sui porno-cartelloni   pubblicitari in uso, al termine del viaggio, si avrà la netta sensazione di aver assistito ad   un'esibizione a "luci rosse". Sì, poiché i suddetti cartelloni, se non sono infarciti di qualche   "moderna stellina" abbigliata solo con la classica "foglia di fico", non sortiscono alcun effetto sulla "psiche bestiale", insita nel profondo dell' uomo, ...con conseguente "flop" commerciale. Anche i manichini nelle vetrine si son traviati, ...figure aggressive o effeminate, ricche di piercing e abbigliati in maniera scandalosa!

 

Così ci incamminiamo a passo spedito verso "l'involuzione della specie" (altro che le teoriche frottole darviniste!) ...l'uomo che diventa “bestia”, col cervello situato sotto la cinta dei pantaloni, ...questo è il vero cambiamento!

 

Sempre più spesso, si sentono notizie circa denunce che fioccano per presunti maltrattamenti ai nostri fedeli amici cuccioli di cani o gatti; ma nessuno più si scandalizza per l'eccidio silenzioso di tantissimi "cuccioli d'uomo” nel grembo materno!

 

Se qualcuno tra noi, poi, più "sprovveduto", invita con garbo, un ignaro interlocutore alla preghiera costante, per la risoluzione dei suoi problemi, viene dapprima guardato in "cagnesco" (...per restare in tema) e,  poi tacciato come “inguaribile bigotto”. Infatti, sono ben altri i valori a cui far cieco riferimento in questa società, sempre più immersa nelle tenebre più fitte: ...il sesso , il denaro, il carrierismo ecc.. . Non c'è che dire, ...si sta proprio facendo un ottimo "lavoro"!

Fortuna che Maria S.S. non s'è ancora stancata di visitarci!!

    

                                                        La pace del cuore

 

Tutti cerchiamo la pace: ne sentiamo l'esigenza, è una necessità!

Molti tra noi però preferiscono la calma terrena. Evitano la pace vera del cuore, della mente e nei rapporti col prossimo.

Tanti altri poi, incantati dalle falsità mondane, dal sesso, dalla droga, dal carrierismo, dalla politica, ecc., non sanno più rinvenire il vero "centro della propria esistenza", se non in qualcosa che arreca una momentanea soddisfazione dei propri bisogni; così, puntualmente ingannati, finiscono per perdere la pace e farla perdere.

Il cuore dell’uomo non ha pace ne gioia perché ha smarrito Dio!

Questo vale per tutti, anche per chi si dichiara credente, ma in realtà vive senza fede e, quindi  non fa esperienza dell'amore divino, restando così privo della vera pace.

Oggi di pace si fa un gran  parlare: manifestazioni, convegni, riunioni, ecc., ma spesso la parola pace, risuona in modo vano, senza criterio o usata per altri fini.

La pace vera non è quella di "umana fattura", la pace di Maria, Regina della pace, non è quella dei "pacifinti"!

 

Molto spesso  le offese, le ingiustizie e le contraddizioni possono essere tormenti per la pace,      se vissuti con piani di vendetta ed ostinato rancore; ma se smorziamo l'inquietudine, l'egoismo,   l'orgoglio e, le viviamo con pazienza, umiltà e perdono, il soffio soave della pace divina  allieterà il nostro spirito e quello dei nostri fratelli. Infatti, chi soffre di più non è la persona  odiata, ma  colui che odia, il quale, si consuma nelle braci ardenti della tristezza e del  risentimento.

 

La pace autentica del cuore e della mente, è quella che pervade tutto l'essere, è pregustazione della pace eterna; essa illumina l'anima sino a farla divenire riflesso di Dio e, del Suo immenso amore.

Saremo uomini di pace, figli dell' Altissimo, nello stesso istante in cui ritorneremo in modo autentico ed irrevocabile a Dio Padre, mediante l'abbandono filiale e la preghiera del cuore.

" Tu ci hai fatto per Te Signore, ed il nostro cuore è inquieto se non riposa in Te!"

( S. Agostino).

  

                                                 Già rullano i tamburi

                                                                                              (24 novembre )

 

In giro ...per le strade delle nostre città e, nei mezzi di comunicazione di massa, si stanno "scaldando i motori", già si sente da lontano come "il rullare di tamburi" che invitano gli ignari cristiani e non, a prepararsi: ...oramai il tempo si fa breve, ...è ora di iniziare a metter mano al portafoglio!

 

Sta per avvicinarsi il S. Natale, ricorrenza cristiana che per tanti purtroppo ha assunto un altro significato, ...non è più la festività cristiana per eccellenza, il ricordo della nascita di N.S. Gesù Cristo che, dovrebbe essere vissuta all'insegna della spiritualità e del raccoglimento; tale "festa di compleanno" del Re dei Re, sta divenendo sempre più la ..."festa di babbo natale"!

Un modo come un altro per stressarsi, ...prendendo d'assalto i negozi e vuotarsi le tasche. Al massimo, quelli di buona volontà, si ricordano d'andare in Chiesa il 25 dicembre. Ma poi, tutto si riduce ad una grande corsa al consumo. 

E' giunto il momento, ...ed è questo, di dare una svolta alla nostra vita e di imparare a rifiutare questa non-cultura dei falsi bisogni e dei falsi valori!


Il nostro “
maggior nemico”, pian pianino, …anno dopo anno, con la complicità dei "suoi figli", sta tramutando la sacra atmosfera dei tempi natalizi in una "baraonda" senza via d'uscita ...così, anche chi cerca in qualche modo di tirarsene fuori, è costretto suo malgrado a soccombere agli stereotipi ed agli impulsi crescenti che rendono le giornate di festa un vero e proprio "calvario": corsa ad ostacoli ai beni effimeri come l’ultimo modello di telefonino, di automobile, di computer, di capo firmato, di pelliccia ecc.; ...pranzi e cenoni da mille e una notte, traffico cittadino e "traffico di pensieri" per l'immancabile "baratto" dei regali.

Certo, solo a pensarci, ai più sensibili potrà venir la pelle d'oca!

Non sia così per noi, nei giorni a venire riscopriamo il vero valore di essere figli di Dio, e ...fratelli di Gesù che si fa uomo per noi, per donare tutto sé stesso, per darci la vera Vita, quella che non tramonta mai.

Cerchiamo di restare accanto a Lui in gioioso silenzio, stiamo pur certi che Lui ci riempirà il cuore delle Sue delizie ...che, poi sono i veri regali, quelli di immenso valore che nessuno ci potrà portar via!

  

 

                                                      L’ingannatrice

 Accanto alle pressanti esortazioni formulate dalla nostra Mamma Celeste a Medjugorje riguardo alla preghiera del cuore, la cosa che più mi incuriosiva all’inizio, era l’esortazione a spegnere la televisione!

Prima sinceramente mi chiedevo come mai il Cielo si interessasse dei programmi televisivi, poi col passare degli anni mi son reso conto che quella richiesta di Maria S.S. era tutt'altro che infondata....!

Ecco alcuni messaggi che fanno riferimento alla televisione:

 

Messaggio del 13 dicembre 1983
Spegnete i televisori e le radio, e seguite il programma di Dio: meditazione, preghiera, lettura dei Vangeli. Preparatevi con fede al Natale! Allora comprenderete ciò che è l’amore, e la vostra vita sarà colma di gioia.

 

Messaggio del 30 ottobre 1983
Perché non vi abbandonate a me? So che pregate a lungo, ma abbandonatevi veramente e completamente a me. Affidate a Gesù le vostre preoccupazioni. Ascoltate ciò che egli vi dice nel Vangelo: “Chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?” Pregate anche la sera, al termine della vostra giornata. Sedetevi nella vostra stanza e dite il vostro grazie a Gesù. Se alla sera guardate a lungo la televisione e leggete i giornali, la vostra testa si riempirà solo di notizie e di tante altre cose che vi tolgono la pace. Vi addormenterete distratti e al mattino vi sentirete nervosi e non avrete voglia di pregare. E in questo modo non c’è più posto per me e per Gesù nei vostri cuori. Se invece alla sera vi addormentate nella pace e pregando, al mattino vi sveglierete col cuore rivolto a Gesù e potrete continuare a pregarlo nella pace.

 

Messaggio del 13 febbraio 1986

“Cari figli, questa Quaresima è per voi uno speciale stimolo al cambiamento di vita. Cominciate fin da questo momento! Spegnete il televisore e lasciate in disparte le varie cose che non sono utili per voi. Cari figli, v’invito alla conversione individuale. Questo tempo è per voi!

 

In effetti la televisione, la radio e internet, sono i mezzi di comunicazione sociale più potenti di oggi. Molti credono solo a quello che vedono in televisione. Dicono “l'abbiamo visto in tv”,  dimenticando le possibili e pressoché inevitabili manipolazioni.

E' pacifico, ...oramai tutti sanno che i mezzi di informazione di massa (tranne le dovute eccezioni), diffondono caparbiamente messaggi in aperto contrasto coi millenari valori cristiani. Basta accendere (ma non lo consiglio) il televisore per constatare ciò che affermo: "solo chi non vuol vedere non vede"!

Ho conosciuto poi fratelli nella fede che hanno preso alla lettera le esortazioni della Mamma nostra celeste, eliminando la tv dalle loro abitazioni. Credetemi, …considero anche questa una grande grazia ricevuta!

Avete mai pensato che la maggior parte della nostra giornata la trascorriamo fuori casa a lavorare, studiare, fare sport? La sera torniamo a casa, ceniamo davanti al telegiornale e poi, tutti davanti al video fino a quando, semisvenuti, ci trasciniamo nel letto.

Osservando i palinsesti, notavo che, da anni oramai, i canali si dividono il pubblico trasmettendo programmi destinati a categorie ben precise e trasmettono programmi che bombardano adulti, ragazzi e bambini con un "mega-niente" brillante e colorato, sempre più attraente e sensuale, e così via... Se pensate che in ogni famiglia ci sono oramai almeno due televisori la frittata è fatta:

Una famiglia-tipo con mamma, papà, un figlio e una figlia, che non si è vista ne parlata tutto il giorno perché i genitori al lavoro e i figli a scuola e poi in palestra, e poi in piscina o magari davanti alla TV per tutto il pomeriggio, nell'unico tempo a disposizione per stare insieme si ritroverà divisa, ciascuno davanti al proprio televisore, ciascuno davanti al proprio programma preferito... e continuerà a non parlarsi...!

Questo mio non è uno studio sociologico, me ne sono accorto semplicemente vivendolo, ed ascoltando le persone che conosco, ho scoperto che è così quasi per tutti, e gli studi sociologici confermano questa tendenza.

 

La televisione tende a dare l’impressione di una presa diretta sulla realtà, di essere una “finestra sul mondo” sostanzialmente neutrale, ma è invece un “discorso” costruito ed elaborato da un numero molto ridotto di persone, infinitesimo rispetto al numero degli spettatori.

Essa è fatta da un’élite, ed è inevitabile che in essa filtrino atteggiamenti, pregiudizi, idee, opinioni che sono

 

proprie di questa élite e che sono di solito fortemente differenti, da atteggiamenti e credenze della grandissima maggioranza della popolazione.

 

Oramai …a che serve la TV?

- A dividere le famiglie, …questo è dimostrato;

- serve agli analfabeti e agli immigrati per imparare l’italiano;

- alle casalinghe per distrarsi e rincitrullirsi con i giochi miliardari, multicolori e pieni di un profondo nulla ma tutto lustrini e paillettes;

- agli assetati di notizie e di novità per apprendere cose che in massima parte non sono vere;

- ai sensibili e agli esaltati, che si nutrono di films di tutti i generi, e che digrignano i denti o piangono di commozione di fronte alla TV, mentre nella vita quotidiana sono indifferenti a tutto, oppure… naturalmente, non hanno tempo per altro;

- ai genitori in carriera, che parcheggiano i propri figli davanti alla TV chiedendosi poi perché non riescono a capirli;

- a non pensare...!

 

Quella distensione apparente che si prova davanti alla televisione, quel rilassamento, quella gioia, altro non è che il miserabile surrogato di un'altra cosa, di un tesoro, di una perla preziosissima: del piacere di usare il proprio tempo, del piacere di coltivare le relazioni nella propria famiglia, di parlare, di giocare, di telefonare a qualcuno che non sentivi da mesi ed anche... perché no? …della Pace che si prova nella preghiera di semplicità ed in quella di quiete.

La preghiera guarisce tante storture del nostro carattere: chi è pessimista diventa ottimista; chi è chiuso si apre agli altri; chi vede tutto nero comincia a vedere la luce; chi è scoraggiato riprende coraggio; chi è irriflessivo comincia a pensare e capire;chi si lascia vivere afferra una buona volta il timone della sua barca... Tutto cambia, senza più la lebbra dell'ingratitudine.

 

Non dico di disfarsi del televisore, ma di perdere quell'abitudine deleteria di renderlo l'elemento indispensabile, sempre, inesorabilmente acceso, ed onnipresente, che ci abitua a subire anziché fare, e che ci inganna facendo di noi dei telespettatori, degli spettatori e non i protagonisti della nostra vita.

Spegniamolo, attendendo che il cuore dell'umanità sia un po' addolcito e trasformato, in modo che anche il televisore diventi uno strumento valido e forte.

Spegnilo, e poi, accarezzandolo, dì anche a lui: Ad maiora! Arrivederci a quel giorno!

   

 

                                                 L’incontro che salva

                                           

C'è un episodio molto bello nel Vangelo di Giovanni (3,1-21), che riporta l'incontro di Gesù con Nicodemo: un uomo di cultura e capo dei giudei, probabilmente la persona più elevata, più istruita incontrata da Gesù.
E' una persona in ricerca,  perciò si reca da Gesù di notte, per avere un colloquio tranquillo e disteso col Maestro. Egli stesso apre il dialogo, esprimendo un apprezzamento misurato e prudente verso Gesù.
Non sà dire altri titoli a Gesù se non quello di "Rabbì" (Maestro), al contrario di Natànaele che dopo poche battute, non solo chiama Gesù "Rabbì", ma si espone esclamando
: "Tu sei il Figlio di Dio! Tu sei il Re d'Israele" (Giov. 1,49).
Nicodemo, in questo stadio della sua vita, non ha ancora compreso che deve abbandonare il livello intellettuale, il discorso culturale filosofico, se non vuole che diventino una prigione.
Un "uomo di buona volontà", dunque che, però è anche lo specchio delle nostre lentezze, pigrizie, della nostra resistenza alla grazia.
Vorrebbe trovare la Verità, ma è trattenuto da blocchi interiori.
Anche noi desideriamo aprirci alla Luce del Verbo fatto carne, però abbiamo bisogno di purificazione, che ci liberi da chiusure e pregiudizi. Alla bellezza spirituale di questa
persona in ricerca, che si reca da Gesù, fa riscontro lo splendore di Gesù di Nazareth che, pur dovendosi occupare di tantissima gente, riserva un tempo di dialogo paziente, approfondito per Nicodemo. Anche se questi, alla fine del dialogo resta muto di fronte alle vertiginose altezze delle parole di Gesù!
Quel colloquio notturno aveva dato i suoi frutti, le parole seminate dal Figlio di Dio erano germogliate nel suo cuore, tanto che non lascerà mai più Gesù, nemmeno nelle ore difficili della passione e morte del Cristo (Giov. 7, 50-52) (Giov. 19,39).

Il Signore Gesù ci spinge ad atteggiamenti umili e semplicissimi: lasciarsi
creare dall'alto, affidarsi a Lui che è innalzato per noi, contemplare l'amore del Padre che ama tanto il mondo, vivere nella gioia per il dono di Dio che gratuitamente ci ama prima ancora che lo conosciamo e ne facciamo esperienza, questa è l'anima del cristianesimo.

Fino a quando non avremo sperimentato concretamente la fedeltà di Dio che si prende cura di noi, avremo problemi a credere veramente e ad abbandonarci ad essa.

Siamo teste dure, la Parola di Dio a volte non ci basta, vogliamo vedere almeno un pò prima di credere!

Ma non si tratta di sperimentare prima di credere, …bisogna prima credere, fare atti di fede, e allora si sperimenterà .

Potremo verificare il sostegno di Dio soltanto nella misura in cui gli lasciamo lo spazio necessario in cui potersi manifestare.

Se  una persona che deve saltare col paracadute non si sarà gettata nel vuoto, non potrà sentire che le corde la sorreggono. Bisogna prima fare il salto, ...solo in seguito ci si sentirà portati.

Questo slancio consiste nel rompere definitivamente con l'abitudine a risolvere tutto partendo da se stessi, facendo affidamento esclusivamente nelle proprie forze. Si tratta di fare un "salto" in Dio, aprendosi alla grazia e, quando ci si ritrova tra le braccia del Padre, è il momento di affidargli ogni preoccupazione, ogni turbamento ed ogni sofferenza, ...e non c'è "posto" più bello, ...dove chi "entra" non lo lascia più!

Solo così Dio Padre può intervenire nell'agire umano e concedere il Suo aiuto.

Questo atteggiamento costante, di fiducioso e totale abbandono alla Divina Volontà, ci riempie il cuore di pace.

Nulla di terreno potrà mai soddisfarci pienamente, niente e nessuno ci consola; tutti i castelli fantastici si smontano e crollano inesorabilmente.

Siamo come piccoli uccellini che svolazzano ansiosi quando guardano il magnifico volo della Madre.Se saremo "piccoli figli" di Maria, in preghiera e abbandono filiale,  incontreremo Gesù Cristo, la Sua Carità, la Sua amicizia, la Sua Pace, ...il Suo immenso Amore! 

 

                                                                Vacanze cristiane

                                                          (28 Giugno)

 

Ci sono mattine che lasciano presagire la calura che nel giorno si riverserà sulle cose e sulle persone, senza riguardo per nessuno, ...che tu sia in villeggiatura o sia rimasto in città.
Le chiese sono deserte, anzi disertate dai fedeli; ...anch'io ho pensato: "tanto sono in ferie e fa un caldo... ci sarà tempo per andare a Messa, per pregare".
Ma il Signore non va in ferie!
Solo pochi abitudinari occupano i banchi delle parrocchie, per lo più anziani vestiti di indumenti leggeri ed appena decenti, sventagliandosi il volto con il foglietto della liturgia o col libretto dei canti
, sbuffando di tanto in tanto.
Fuori di lì, orde di persone vestite di indumenti ancora meno decenti, riversate sulle spiagge, a rinfrescarsi con l'acqua del mare, a raccontarsi tutto quello che ci si può raccontare, a guardare ed essere guardate, a pensare fantasticare, dormire.
Eppure se mi fermo un attimo a riflettere, nel silenzio che regna in quei pomeriggi di sole, quando solo le cicale e le lucertole hanno l'ardire di sfidare così tanti gradi centigradi, non posso non dirmi: "Qualcuno, anche ora sta continuando ad amarti".
Lui non ha mai trascurato un attimo della tua vita,
non ti ha perso di vista un momento, non si è concesso un riposo, ne tanto meno una vacanza per starti sempre affianco. Da uomo, ha conosciuto anche Lui il caldo e il freddo, la sete, la fame e la sazietà, la stanchezza ed il riposo, la veglia ed il sonno, la letizia e la tristezza e molte altre cose che tu hai avuto la fortuna di non sperimentare; sa tutto di te e per non deludere le tue attese, non smette di seguirti mai, ...mai.
E siccome conosce tutti i tuoi limiti, i tuoi difetti (compreso qualche peccatuccio) e
, ...la tua scarsa fede, a maggior ragione per questi motivi non distoglie mai il Suo sguardo da te. Non dimenticare le tante volte in cui sei stato tirato fuori dai guai; cosa sarebbe stato di te se in quelle occasioni il Signore si fosse trovato in vacanza?
Anche se l'irruenza del sole d'estate cuoce i mattoni delle chiese, in quel silenzio ch'è più immaginario ed interiore del vero, concediti di non essere in ferie almeno con la mente, col cuore, con l'anima; pensa a quante volte Lui ha pensato a te, ed anche per pensare
a te, non è andato in ferie.
C’è una frase di Levi Tolstoj che, nella sua immediatezza, illumina il mistero dell’uomo e del suo agire. “Tutto il male del mondo” scrive il romanziere russo “deriva dal fatto che, in certe circostanze, si creda di poter fare a meno di amare”. Queste parole si trovano nel romanzo Risurrezione e si riferiscono alle guardie che, scortando i prigionieri destinati alla Siberia, si permettevano ogni sorta di crudeltà.
Lasciando i geli siberiani per la nostra torrida estate mi pare di poter cogliere nel pensiero citato un principio valido per chi, nel periodo delle
vacanze, “crede che si possa fare a meno di essere cristiano”.
Don Bosco scriveva che le vacanze sono la vendemmia del diavolo. Frase forte. Ma non aveva tutti i torti. Più che vendemmia del diavolo direi “banco di prova”.
Il Vangelo è sempre Vangelo, ovunque ci si trovi: a scuola, al lavoro, su una spiaggia o a Parigi. Chi sceglie Cristo lo sceglie 365 giorni l’anno.
La fede non va in ferie! Anzi, credo che le vacanze possano essere un’occasione per rinnovarsi e fare nuove esperienze spirituali, incontrando, ad esempio, nuove comunità parrocchiali e accorgendosi dei poveri che, anche nei
luoghi di turismo, ci ricordano il volto di Cristo.
Essere cristiani in vacanza è una prova di maturità. Richiede talora di andare controcorrente perché, forse, gli amici con cui condividiamo svago e riposo, non la pensano come noi.
Continuare ad essere cristiani in vacanza è una prova di maturità perché ci chiede di testimoniare con coerenza ciò che crediamo e cerchiamo di vivere. E la coerenza è un valore che non passa inosservato.  

  

 

                                             Le meraviglie del Santo Rosario

  

Il S. Rosario ha il potere di profumare di virtù la nostra vita e di rendere serena la nostra morte. Infonde grande sollievo e somma fiducia nelle ore più difficili della vita e nelle angosce più profonde.

Chi illuminato dalla grazia, comprende il profondo significato di ogni parola dell' Ave Maria che nel Santo Rosario si ripete, a guisa di saette che giungono al cuore della Madre, non può stancarsi, ma ad ogni ripetizione percepisce, in maniera crescente "il soave odore di Cristianità" che effonde da ogni parola, la profondità dei misteri in essa racchiusi, la dolcezza dell'unione con la Madre Celeste ed il nostro Signore Gesù Cristo.

 

Nell'anno 1880, il beato Bartololongo, fondatore del santuario di Pompei, lanciava questo grido: "fratelli, recitiamo il Rosario! La corona di Maria deve essere la nostra salvezza..., ma dobbiamo recitarla in comune, nella nostra famiglia, perché allora la preghiera riveste una forza pubblica, costante, unanime”.

Quel grido, sempre attuale, sale oggi come rimedio di salvezza della famiglia umana.

Dalle voci e dagli esempi di Pontefici come Papa Giovanni Paolo II, di Santi, dalle stesse rivelazioni di Maria SS. a Lourdes, Fatima e Medjugorje (solo per citarne alcune più famose!), giunge il caloroso invito a prendere l'umile corona tra le mani, per stabilire un collegamento sponsale tra Cielo e terra.

 

Il S. Rosario è una preghiera completa, perché armonizza nella semplicità l'orazione mentale e vocale. Possiamo affermare che il Rosario è il "Vangelo di Maria", preghiera della Madre insieme ai figli e, le varie apparizioni, le grazie, le guarigioni del corpo e dello spirito, le vocazioni, il perdono... che accompagnano tale sublime pratica, non sono altro che parte delle "grandi cose che l'Onnipotente ha compiuto in Lei" (Lc. 1,49): Madre di Gesù e Madre nostra.

Il canto armonioso del S. Rosario dovrebbe risuonare come una dolce colonna sonora per noi figli, tanto disamorati ed immersi in una società materialistica e secolarizzata, come quella attuale.

Si sono svalutate ed abbandonate le pie pratiche cristiane di una volta, mentre ci si è legati "a filo doppio" al flusso delle idee e dei sentimenti del secolo.

Cosa aspettarci di positivo da questo terzo millennio e dal nostro futuro?

Finché attenderemo dall'esterno eventi che ci cambino la vita, la nostra esistenza non sarà mai come noi la desideriamo! Perché non è "fuori" che si trovano le risposte, ma dentro noi stessi.

Se in fondo, tutti ci auguriamo che il mondo cambi e migliori, perché le cose sembrano andare a rotoli, sempre più?

Si è persi il piacere di vivere (vedi ansie, nevrosi e depressioni dilaganti, ...anche fra gli adolescenti!), di gustare fino in fondo le cose belle della vita. Col tempo, lentamente ma inesorabilmente, si diventa come "burattini" che corrono all'impazzata, …e senza meta!

Non si  ha più tempo per niente, ...tanto meno per Colui che ci tiene in vita: …per Dio!

 

Mentre tempo fa, il S. Rosario illuminava le nostre strade, le nostre case, il nostro cuore e, sgorgava come una fonte in certe pause del giorno; adesso caduti nelle rete degli affari, di internet, degli "amori virtuali", del telefonino, ci siamo allontanati dal primo ed indispensabile affare: la comunione con  Dio  Padre e coi fratelli.

Sia di nuovo il Santo Rosario, una catena d'amore, come nei tempi migliori; la preghiera della famiglia e della comunità orante.

Adoperiamoci a sanare divisioni e ferite, a promuovere quel che ci unisce ed a rimuovere ciò che ci divide, "armati" come auspicato dal grande S. Pio da Pietrelcina, della santa corona del Rosario, ...accumuleremo un immenso tesoro in Cielo e grande serenità su questa terra d'esilio.

 

                                              

                                                         Carpe  Diem

 

Carpe diem....: in estrema sintesi lo si può definire come il motto "maligno" più usato sulla bocca di coloro che sono al servizio del nostro "maggior nemico"!

Cogli l'attimo, ogni lasciata è persa, non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi, non complicarti la vita con fronzoli inutili come la morale e la religione, lasciati andare, fai ciò che vuoi: ...sono tutti luoghi comuni che emettono un forte "odore sulfureo"!

Invitano a non pensare alle conseguenze delle proprie azioni, a spegnere la coscienza, a fuggire dalle responsabilità, a lasciar correre su tutto, senza preoccuparsi troppo del proprio operato.

Come il provare per gioco, sostanze stupefacenti da parte degli adolescenti: ...si prova per il gusto di fare qualcosa di diverso, perché lo fa il “branco”, ...che sarà mai uno spinello?! ...poi dopo si rimane impantanati, coi neuroni a pezzi, solo per lo "sfizio" di trasgredire le "regole" impresse a fuoco nel proprio cuore!

Quanta superficialità mista a incoscienza che c'è in giro, famiglie distrutte per un capriccio, ...per un attimo di illusione. Cuori spezzati ed “anime in coma", soggiogate e ridotte a larve per la soddisfazione sconsiderata di desideri impuri…!

Non facciamoci illusioni, questo tipo di “sottili tentazioni” si possono smascherare e vincere, solo se restiamo uniti a Gesù e Maria.

E un efficace “antidoto” a questi “pensieri malsani”, è la preghiera assidua e fervorosa …specialmente il S. Rosario!

     

 

                                                   Preghiera e Verità

 

Negli ultimi decenni di storia cristiana, si sta assistendo al sistematico annacquamento ed abbandono di qualsiasi pia pratica cristiana, come se qualcuno o qualcosa si stia appropriando e  subdolamente stravolgendo, l'eterna Verità rivelataci da Nostro Signore Gesù Cristo quando dimorava visibilmente tra noi.

Ogni tanto, (...sempre più spesso!) ci sono novità da parte di qualche "illuminato" (...ma non si sa da chi!) e "moderno teologo", o "addetto ai lavori", circa teorie e scoperte in merito alla nostra Fede che, poi si rivelano in profondo contrasto con quanto insegnato e tramandato dal primo Papa e dai suoi autorevoli successori, e confermato dal Catechismo della Chiesa Cattolica.

 

Ecco solo alcuni esempi:

 

- si nega ormai apertamente l'esistenza di satana e dell'inferno, provocando sconcerto disarmante e sofferenza tra i "veri cristiani", mentre la Sacra Scrittura (dalla Genesi all'Apocalisse), ci parla frequentemente  dell'azione malefica di “quell'essere pervertito e pervertitore”, come definito dal Papa Paolo VI, che provoca  discordie, tentazioni e mali di ogni genere e specie;

 

- si assiste all'oramai dilagante degradazione eucaristica.

Infatti, sempre più spesso capita di entrare in Chiesa e non sapere più dove inginocchiarsi, in quanto il tabernacolo è decentrato e spostato lateralmente o addirittura trasferito in altra sede; per non parlare del momento della Comunione eucaristica, quando si assiste ad un vero e proprio susseguirsi di sacrilegi, con i frammenti delle ostie consacrate che durante la distribuzione cadono a terra,  per l'assenza del "rimpianto" velo o piattino e, vengono conseguentemente calpestati da ignari fedeli. 

Ai giovinetti del catechismo poi, non viene quasi più insegnata la genuflessione davanti al Santissimo, ed a volte li si vede ritornare alla panche giocherellando con la particola tra le dita!

Mentre dopo la Comunione, il silenzio necessario al dialogo interiore, viene bruscamente interrotto dai "famigerati" avvisi.

 

- si denigra con “sufficienti risolini”, l'encomiabile pratica  mariana del Santo Rosario, definendola preghiera ripetitiva, noiosa e medievale, buona solo per le donnette di popolo;

 

- si tenta di giustificare certi comportamenti, ripetutamente condannati dalla Chiesa come: l'abominevole delitto dell'aborto, il divorzio, la pornografia, la masturbazione, ecc.;

 

- si cerca abilmente di livellare tutte le fedi religiose, affermando che in ognuna si può scorgere un pezzo di verità, creando un "fritto misto" di religioni, in perfetto stile sincretista  new-age.

 

- si mette in dubbio l’autenticità dei primi cinque libri della s. Bibbia, definendoli antiquati e simbolici, …minando così le fondamenta della nostra fede.

 

E tante altre assurdità anticristiane del genere.

 

Ma il Vangelo insegna: "Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete" ( Mt. 7,15-16);

"Mi raccomando poi fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: tenetevi lontani da loro" ( Rm. 16,17);

"Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal Cielo vi predicasse  un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!" (Gal. 1,8).

"Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole"(2 Tm.4 - 3,4).

 

Nel mondo odierno, si sta creando, in maniera ingannevole, una sorta di "pseudo-cultura"...artificiosa e anticristiana, in aperto contrasto con tutto ciò che ricorda, o in qualche modo, possa risalire all'ineffabile insegnamento di Nostro Signore Gesù Cristo, che peraltro ci ha messo in guardia con la sua enigmatica espressione:

 

"Quando il Figlio dell'uomo ritornerà, troverà la Fede sulla terra?" (Lc. 18,8) …e, dalla mancanza di spirito di orazione. Anche da parte del clero , …si studia Dio, si predica Dio, si  insegna  Dio, si discute di Dio; nel Vangelo e nelle Scritture si legge di Dio; eppure lo spirito rimane arido, senza devozione. Molta scienza e niente orazione; tutto il nutrimento è per l'intelletto, niente per la volontà.

 

La nostra dipendenza dal Signore, invece è essenziale, assoluta e continua. Perché dunque non teniamo lo sguardo rivolto al cielo per lodare, benedire e glorificare la divina Bontà?!

 

A te, che da tanto tempo non preghi più ed hai perso fiducia e speranza in Dio Padre;

 

a te, che ti senti "troppo lontano" e solo nei tuoi problemi di ogni giorno;

 

a te, che vivi Dio come una realtà troppo distaccata dalla tua vita.

 

Rispondo:

che la preghiera non è tutto, ma che tutto deve cominciare dalla preghiera;

 

che il Signore Gesù Cristo, Via Verità e Vita, è l'unico Maestro di preghiera e, donandoci il "Padre Nostro" ha voluto insegnare che la preghiera è amore;

 

che il nostro modello di perfezione di vita in grazia, è la Santissima Vergine Immacolata;

 

che cresce in noi il desiderio di pregare:

 se cresciamo nell'amore

 se cresciamo nel distacco dal male

 se cresciamo nella fedeltà a Dio;

 

che per restare in piedi sotto i colpi della vita, bisogna imparare a mettersi in ginocchio;

 

che la "Preghiera del cuore" è  la via diretta che ci fa sperimentare l'amore di Dio per noi;

 

che chi impara a pregare, impara a vivere;

 

Perché la preghiera cambia la nostra vita!