Delirio di onnipotenza al femminile  di Patrizia Stella

 

I fautori più accaniti dell’ultimo referendum sulla fecondazione assistita che la saggezza degli italiani è riuscita a mandare a monte, tornano adesso all’attacco con una proposta del tutto contraria, che non riguarda più “il diritto di far nascere un figlio a tutti i costi” bensì  “il diritto di far morire un figlio a tutti i costi”: si tratta infatti della pillola RU486, pillola abortiva che certi politici e soprattutto le case farmaceutiche interessate vogliono offrire e presentare come del tutto innocue per la salute della donna.

A parte il fatto che si tratta sempre e comunque di uccisione di vita umana, l’assunzione di quella pillola non è cosa semplice e innocua come si vorrebbe far credere, perché dicono gli esperti che la soppressione del feto dura da tre a dieci giorni e la donna lo percepisce chiaramente dentro di sé, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico perchè vive una lenta, inesorabile e traumatica agonia assieme a quella del suo bambino.  E’ risaputo che molte pazienti di cliniche psichiatriche sono in cura proprio per questo motivo: aborto procurato in vari modi, compresa la pillola laddove è stata permessa.  C’è un proverbio che dice: “Dio perdona sempre, l’uomo qualche volta, la natura mai!”

            La verità è che di tutti questi espedienti che fanno violenza alla natura, l’unica vera vittima è proprio la donna perché viene ingannata da un bombardamento di falsi slogans e plagiata come uno strumento nelle mani dei propri aguzzini, che normalmente sono rappresentati dalle case farmaceutiche che fanno soldi sulla pelle altrui, assieme a politici o potenti senza scrupoli.  Da interi decenni stanno facendo credere alla donna che è una conquista presentarsi nuda e provocante adescando gli uomini, a tal punto da considerare un vanto l’avere dei rapporti sessuali fin dalla più tenera età…  purchè si abbia la “prudenza!” di assumere determinati prodotti, guarda caso “farmaceutici”.  La TV fa a gara nel proporre modelli femminili provocanti e incentrati solo sulle doti fisiche, la classica bellezza senza cervello, perché così la donna è più facilmente manipolabile.   Una volta avviata su questo percorso, alla donna viene poi offerta una vasta gamma di possibilità, tutte sicuramente luciferine:

· Vuoi la pillola anticoncezionale sin dalla più tenera età per non correre rischi?  Eccola.

· Vuoi liberarti del bambino che porti in grembo, con aborto o con pillole varie?  Facile!

· Dopo che il tuo corpo è stato sottoposto per anni a questi “ritmi” molto più deleteri per la tua salute psico-fisica di quanto ti vogliono far credere, hai finalmente deciso di avere un figlio prima che sia troppo tardi per l’età, e non ci riesci?   Non ti preoccupare, c’è la fecondazione assistita o sistemi analoghi, anche se nessuno ti dice che gli eventuali “successi” sono assai scarsi, mentre i “danni” sono molti, irreversibili e sicuri.

· Sei riuscita, dopo immani fatiche, ad avere finalmente un bambino e adesso vuoi sbarazzarti del marito perché il tuo dirigente è molto più affascinante, o perché la carriera ti da più soddisfazione e il marito rappresenta per te solo una palla al piede?  Sta tranquilla perchè ci ha già pensato lo Stato a darti una mano; infatti è previsto a norma di legge che il povero marito, oltre al danno, dovrà subire anche le beffe in quanto dovrà mantenerti a vita e lasciarti perfino il suo appartamento, tanto da essere costretto a tornare da mamma e papà, se non vuole dormire in macchina o sulle panchine dei giardini pubblici.  Molte donne voraci e approfittatrici, prima di adescare il futuro marito, sono esperte nel mirare soprattutto al “portafoglio” perché, in caso di divorzio, almeno resta loro la consolazione, poverette, di fare le mantenute a vita, sempre con il sostegno delle leggi dello Stato, ovviamente!

· Se per caso la tua coscienza ti rimorde e non dormi la notte e soffri di incubi, di sensi di colpa, di mal di testa o di altri disturbi psico-fisici, non ti devi preoccupare perché la scienza ti ha fornito perfino la droga per qualsivoglia patologia, dalle più leggere alle più pesanti, droghe dagli effetti portentosi che solo l’ottusità di certi italiani si rifiuta di liberalizzare!

Infine, se per caso sei tentata di rivolgerti a Dio con la preghiera, o pensi di chiedere aiuto a qualche sacerdote, o senti il bisogno di entrare in chiesa perché ti hanno detto che solo lì puoi trovare il vero aiuto e conforto davanti a tanto male che attanaglia le persone e la società, perchè solo Cristo aiuta e perdona chi si pente, provaci!  Vedrai comunque che non ti sarà facile perché ci hanno già pensato i mass-media con i soliti bombardamenti mediatici a distoglierti da “questa tentazione” a forza di denigrare la Chiesa accusandola di indebite ingerenze e di qualunque altra infamia pur di lasciarti sola e disorientata a vagare nel buio senza più alcun punto di riferimento.

 

Dopo decenni di relativismo sfrenato, di libertinaggio sessuale, dopo tanta disinvoltura mostruosa nell’uccidere “legalmente” delle povere creaturine indifese, quali sono i risultati?  Attorno a noi vediamo una società in preda all’angoscia, alla paura, gente depressa, triste, arrabbiata, nevrotica, sempre in lite, profondamente ammalata nel corpo e nell’anima da far paura;  personalità che credevamo illustri e che invece si manifestano, a causa di incidenti di percorso inaspettati, talmente miserabili da far pietà pur nella loro apparente ricchezza e potenza;  vediamo famiglie che si sfasciano con traumi irreversibili per tutti, nonni per primi;  figli orfani con genitori viventi, vediamo segni di squilibri psichici che si  manifestano con reazioni violente e aggressive, mentre gli esperti si danno da fare per organizzare inutili seminari per studiare le causa di questa sorta di “male oscuro” che colpisce la nostra società  ecc. ecc.   

 

Povera donna, quanta pena fai quando ti fai paladina di battaglie nefaste come queste! Come potrai conoscere le gioie del vero amore, di quello che fa palpitare il cuore alla vista dell’amato, dopo che ti sei concessa fin dalla prima giovinezza con tanta faciloneria?  A forza di sfidare Dio e la sua legge d’amore, ti stai rovinando con le tue mani e oltre a vivere infelice su questa terra, ti stai giocando la Vita Eterna, e con quella non si scherza!  Arrivati a quella “soglia” nessuno può reclamare il diritto di rifarsi una vita, come si fa adesso col matrimonio!  Ognuno di noi sarà giudicato davanti a Dio, Padre misericordioso ma anche giusto Giudice.

 

E sbagliano di grosso coloro che credono che il cristianesimo sia fonte di infelicità e pertanto è meglio evitarlo, se non addirittura osteggiarlo!  Sbagliano perché il primo a insegnarci la strada della felicità (qui sulla terra prima e in Paradiso, poi) è lo stesso Figlio di Dio, Gesù Cristo.    Infatti Gesù Cristo non ci ha insegnato a vivere da tribolati ma felici!  E anche quando ha proclamato beati i tribolati e gli oppressi, lo ha fatto nella consapevolezza che per tutti esiste inevitabilmente la croce, la difficoltà, la sofferenza perché questo fa parte della vita, ma che questo non è una maledizione, ma una benedizione e fonte di merito, se offerta a Dio e vissuta per Dio.

Egli stesso ha partecipato con gioia a banchetti di nozze santificando il matrimonio, ha elevato la mensa, il pranzo diciamo noi, a incontro familiare e conviviale di grande nobiltà,  tant’è vero che lo ha scelto come forma di commiato solenne dai suoi Apostoli nella cosiddetta “Ultima Cena” del giovedì santo; ci ha insegnato a ringraziare Dio di tutti i frutti della terra che nutrono e rallegrano l’uomo, frutti molteplici e meravigliosi se ci pensiamo bene;  ci ha spronati a non fermarci a bere alle pozzanghere ma alla fonte della Vita Eterna, che è Cristo stesso; ci ha incoraggiati a ricorrere a Lui quando siamo affaticati e oppressi perché Lui è l’unico che ci può ristorare….   E’ vero che il cristianesimo è una strada esigente, non è certamente facile, ma è felice, dicevano spesso i santi.  Come per tutti i traguardi di una certa importanza, esige sforzo, lotta, sacrificio e anche rinuncia ma… senza questo impegno, che gusto ci sarebbe nella vittoria?