Lasciati scolpire da Cristo Signore: è Lui il grande Scultore!


L’ideale vale più della vita. Chi non ha un ideale non è un uomo, ma un poveretto che, ramingo sulla terra, va alla ricerca di qualcosa che ancora non ha trovato: è un inquieto, è un esser insoddisfatto.

Chi ha trovato un amico, ha trovato un tesoro; il tesoro è più grande di una perla preziosa e talvolta più grande di una sposa. Ma chi è, chi sarà, chi deve essere questo amico che è pronto a darti la gioia, che è pronto a conservarti la quiete, a donarti la serenità, a farti camminare sicuro anche tra le fitte nebbie di questo mondo? È il Cuore di quel Cristo che ha dato per noi la vita e che è sempre pronto a ridarla anche per il più grande peccatore.

Chi è più grande di Colui che dà la vita per i propri fratelli se non il Cristo, l’amico perfetto, l’amico per eccellenza, quello al quale puoi ricorrere in qualunque situazione dolorosa della tua vita?

Lui ti aspetta non solo quando tu sei malato per ridarti la salute, ma soprattutto quando hai bisogno di lavarti l’anima per riavere la pace, la gioia, la fede sicura di un domani ricco di speranze nuove.

 

Che ne sai tu del tuo domani? Forse non sai neppure del tuo ieri, perché talmente tanta era l’ansia di aver qualcosa che, peccando, hai agito con impulso così malvagio da distruggerti, consumarti, renderti miserabile agli occhi di Dio.

Come puoi sapere del tuo domani, se oggi non fai nulla per migliorare la tua vita? Non interrogare lo stregone, il mago, o quello che fa le carte. Ti basti la Dottrina Cristiana. Studiala e mettila in pratica.

Ciascuno nella vita ha un mestiere, e per guadagnare il pane quotidiano talvolta lo fa pesare anche a danno del prossimo.

 

Hai deposto il grano nel granaio, hai preparato l’uva per il nuovo vino, sei stato un galantuomo, hai dato da mangiare e da bere ai tuoi fratelli, ti sei procurato il pane quotidiano che il tuo Signore ti ha offerto per mezzo dell’Amore, per vivere su questa terra, hai lottato per diventar migliore: ora continua la tua vita allo sguardo del Signore.

Che cosa hai seminato per la vita eterna? Quello che un giorno raccoglierai.

Chi non semina non raccoglie e «Chi non raccoglie con Me, disperde» dice il Signore (Mt 12,30).

Chi non raccoglie perciò ha perso tempo, è nato inutilmente, ha distrutto quello che è l’amore di un Dio fatto carne per essere di esempio all’uomo.

Fratello, abbiamo trascorso anche il mese dei morti. Di certo hai camminato su quelle zolle dove sotto dormono i tuoi fratelli, i tuoi genitori, la tua fidanzata di un giorno, quell’amico con il quale peccasti, quella persona che tanto schiacciasti sotto le tue forze umane, che tradisti, quello contro cui imprecasti, oppure quel Parroco che ti ha battezzato, sposato, e che tante volte ti ha detto: «Convertiti! È ora di convertirti!».

 

Cerca di immaginare il suo volto, i suoi incontri. Ora quella persona la vedi solo lì, sopra una lapide, ma il suo corpo è sotto terra, roso dai vermi. In quelle mura è lui, freddo, impietrito, in una lenta e totale consumazione; non parla più, non si ubriaca, non bestemmia più, non ti dice ancora quelle buone parole che dovresti ricordare quando, seduto vicino al camino, il tuo nonno ti accarezzava e ti diceva: «Cammina diritto, sai, perché la vita è dura, e verrà anche per te la vecchiaia e la morte».

E quel compagno con il quale tante volte andasti alla discoteca a ballare, a peccare, e morì improvvisamente su di una strada, non ti dice nulla, non ti ricorda nulla, non ti fa presente che anche tu un giorno morrai e puoi morire anche da giovane? Allora il mese dei morti a cosa ti è servito?

Ti serva almeno per fare una buona Confessione, per chiedere perdono al Signore di tutto il male che hai fatto ai tuoi fratelli e di tutto il bene che potevi fare e non hai fatto perché egoista, traditore, usurpatore del bene altrui, menefreghista, bugiardo, impuro, ipocrita, geloso ed invidioso del bene dei tuoi fratelli, distruttore della quiete dei cuori.

Che cosa devi fare per poter aumentare dentro di te la certezza che Dio ti ama, e che tu Lo stai servendo con tutto il cuore, che ti trovi sulla via della pace, sulla via giusta?

Devi semplicemente batterti il petto e prepararti alla Sua venuta: l’Avvento, il Regno di Dio dentro di te.

Gesù è nato in una capanna povera, spoglia, riscaldato da due animali e dimenticato da te!

 

Cristo si manifesta al mondo in ogni Chiesa, accanto a due animali, per rimproverare il tuo spirito, per farti capire che non hai ancora raggiunto la loro sensibilità.

Sei così freddo, così povero da non pensare a quanto questo Gesù si è umiliato facendosi Uomo per essere simile a te, ed insegnarti a vivere come dovrebbe vivere un galantuomo, ad avere una retta personalità da non ingannare nessuno e nemmeno te stesso.

Talvolta tu pensi che, ingannando gli altri, fai una strada grande sul tuo cammino,

ma ahimè, è proprio ingannando gli altri che inganni te stesso e diventi un mutilato sulla via della salvezza eterna.

 

«O dolce Bimbo, meraviglioso Fanciullo, grande Uomo, immenso Iddio, fa che il mio io scompaia e Tu viva al suo posto, perché anche nella povertà di una capanna io sappia trovare la ricchezza della Tua potenza, della Tua presenza e del Tuo amore».

 

                                                                                                  Madre Provvidenza