Casella di testo:                                       Sorgente di Santità

Il simbolo dell'acqua appare spesso già nell'Antico Testamento. Presa in modo molto generico, l'acqua simboleggia la vita elargita da Dio alla natura e agli uomini. Leggiamo in Isaia: «Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò il deserto in un lago d'acqua, la terra arida in sorgenti» (Is 41,18): è un'allusione all'influenza vivificante dell'acqua. Il profeta applica questo simbolo allo Spirito, mettendo in parallelo acqua e Spirito di Dio, quando proclama quest'oracolo: «Io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido; spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza... cresceranno come erba in mezzo all'acqua...» (Is 44,3-4). Così viene indicata la potenza vivificante dello Spirito, simboleggiata dalla potenza vivificante delle acque. 

Inoltre, l'acqua libera la terra dalla siccità (cf. 1Re 18,41-45). L'acqua serve anche a soddisfare la sete dell'uomo e degli animali. La sete d'acqua viene presa come similitudine della sete di Dio, come si legge nel libro dei Salmi: «Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio. L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (Sal 42,2-3). 

L'acqua è il simbolo della purificazione, come si legge in Ezechiele: «Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli» (Ez 36,25). Lo stesso profeta annuncia la potenza vivificante dell'acqua in una suggestiva visione: «Mi condusse poi all'ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente... Mi disse: "Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell'Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà..."» (Ez 47,1.8-9). 

Nel Nuovo Testamento la potenza purificatrice e vivificante dell'acqua serve per il rito del battesimo già con Giovanni, che sul Giordano amministrava il battesimo di penitenza (cf. Gv 1,33). Ma sarà Gesù a presentare l'acqua come simbolo dello Spirito Santo, quando in un giorno di festa esclamerà davanti alla folla: «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura, "fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno"». E l'evangelista commenta: «Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui; infatti non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato» (Gv 7,37-39). 

Con queste parole si spiega anche tutto ciò che Gesù dice alla samaritana sull'acqua viva, sull'acqua che viene data da lui stesso. Quest'acqua diventa nell'uomo «sorgente di acqua zampillante per la vita eterna» (Gv 4,10.14). 

Sono tutte espressioni della verità rivelata da Gesù sullo Spirito Santo, di cui è simbolo l'«acqua viva», e che nel sacramento del battesimo si tradurrà nella realtà della nascita dallo Spirito Santo. Qui confluiscono anche molti altri passi dell'Antico Testamento, come quello sull'acqua che Mosè, per ordine di Dio, fece uscire dalla roccia (cf. Es 17,5-7; Sal 78,16), e l'altro sulla sorgente accessibile alla casa di Davide... per lavare il peccato e l'impurità (cf. Zc 13,1; 14,8); mentre il coronamento di tutti questi testi si troverà nelle parole dell'Apocalisse sul fiume d'acqua viva, limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trova un albero di vita... Le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni... (Ap 22,1-2). Secondo gli esegeti, le acque vive e vivificanti simboleggiano lo Spirito, come lo stesso Giovanni ripete più volte nel suo Vangelo (cf. Gv 4,10-14; 7,37-38). In questa visione dell'Apocalisse si intravede la stessa Trinità. E anche significativo quel riferimento al risanamento delle nazioni mediante le foglie dell'albero, alimentato dall'acqua viva e salubre dello Spirito. 

Se il popolo di Dio «beve questa bevanda spirituale», secondo san Paolo, è come Israele nel deserto, che attingeva «da una roccia che era il Cristo» (1Cor 10,1-4). Dal suo fianco trafitto sulla croce «uscì sangue e acqua» (Gv 19,34), in segno della finalità redentrice della morte, subita per la salvezza del mondo. Frutto di questa morte redentrice è il dono dello Spirito Santo, da lui concesso in abbondanza alla sua Chiesa. 

Davvero «sorgenti d'acqua viva sono uscite dall'interno» del mistero pasquale di Cristo, divenendo, nelle anime degli uomini, come dono dello Spirito Santo, «sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,14). Questo dono proviene da un Donatore ben discernibile nelle parole di Cristo e dei suoi apostoli: la Terza Persona della Trinità. 

Sorgente! Sorgente di vita e di santità!
Tutti desideriamo di avvicinarci a questa sorgente di acqua viva. Tutti desideriamo di bere dal Cuore divino, che è sorgente di vita e di santità.
In Esso ci è stato dato lo Spirito Santo, che è costantemente dato a tutti coloro i quali con adorazione e amore s'avvicinano a Cristo, al suo Cuore.
Avvicinarsi alla sorgente - vuol dire raggiungere il principio. Non vi è altro luogo nel mondo creato, dal quale possa scaturire la santità nella vita umana al di fuori di questo Cuore, che ha tanto amato. "Fiumi di acqua viva" sono sgorgati in tanti cuori... e sgorgheranno ancora! Ne rendono testimonianza i santi di tutti i tempi.
Ti preghiamo, Madre di Cristo, sii la nostra Guida al Cuore del tuo Figlio. Ti preghiamo, avvicinaci ad Esso ed insegnaci a vivere in intimità con questo Cuore, che è sorgente di vita e di santità.