Casella di testo:                                     In comunione d’amore 

Carissimi Sposi, che cosa vale l’unione senza la comunione? Bisogna bandire l’egoismo e fare spazio anche per quei figli che devono venire ad occupare il nostro posto di domani. 
Il vostro sangue deve perpetuarsi nei secoli, fino alla fine del mondo. 
C’è chi piange perché non ha figli e chi fa di tutto per non averli. 
Le Famiglie numerose sono sempre state le più preziose. Alla loro mensa v’è comunione di rapporto, di amicizia, di fedeltà. 

C’è uno scopo nella vita: quello di tessere delle creature, di vestirle col calore del proprio amore, di nutrirle col sacrificio della propria vita. 
La famiglia è la generazione che cammina: il figlio, il nipote, il pronipote. 
Il nonno che accarezza la testolina bionda, e, guardando due occhietti azzurri, si ricorda del suo passato, pensa ad un avvenire che gli dice: «Non sarai dimenticato. Anche alla tomba avrai qualcuno. Il tuo volto non scomparirà da questa casa. Il ricordo della tua vita e dei tuoi insegnamenti camminerà in quelli che verranno». 

Non limitarti a uno o due figli: non sei sicuro che Dio te li lasci, come pure che essi siano proprio quelli che ti daranno consolazione. 
Forse il figlio che tu non vuoi potrebbe essere la tua gioia, il tuo sostegno, il tuo incoraggiamento, la tua pace. 
Infatti, dalle Famiglie numerose talvolta escono dei geni o dei santi. 
Coraggio, Sposi carissimi, seminate bene e raccoglierete meglio. 

                                                                                                            
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Tratto da: sehaisetediluce.it/