Casella di testo:                                             Il Peccato

 Che cos'è il peccato? Risponde S. Agostino: "E' un atto, un fatto, una parola, un cattivo desiderio contrario alla legge eterna di Dio".
 La Bibbia distingue il peccato che "non conduce alla morte" della vita in grazia di Dio ed è quello veniale, e il peccato che conduce alla morte" ed è quello mortale (cf. Giov. 5,16 ss.).
 E' peccato mortale quando c'è materia grave, piena avvertenza e libero consenso. Se manca uno solo di questi requisiti non c'è colpa grave.
 Il peccato grave o mortale è l'unico vero male. Non è un male il dolore perché, se è sopportato con pazienza e per amore di Dio, diventa fonte di grandi meriti e perciò di tanta gloria per tutta l'eternità e può diventare un mezzo potente per ottenere la conversione e la salvezza di tante anime e la propria santificazione.

 "Il male essenziale e radicale dell'uomo è il peccato cioè il rifiuto di Dio, della sua grazia, del suo amore, il rifiuto di lasciarsi amare e salvare da Dio" (Civ. Catt. 19-11-77).
 Il peccato grave è la distruzione dell'uomo nella sua dignità, personalità e libertà, è il più disastroso fallimento.
 Invece, dice lo Spirito Santo: "Temere Dio, questo è sapienza; schivare il male, questo è intelligenza" (Giobbe 28,22).

Il peccato grave distrugge la cattedrale di Dio che è nell'uomo in grazia. 
In un pellegrinaggio nella Russia cristiana abbiamo visitato tante Chiese meravigliose che il comunismo ateo aveva, nella quasi totalità, adibite o a stalle o a depositi di armi o a magazzini o a musei dell'ateismo. Ma una Chiesa non l'abbiamo potuta visitare: si tratta dell'immensa Cattedrale di S. Salvatore, gloria di Mosca, monumento nazionale: essa fu distrutta, con potenti esplosivi, da Stalin, in odio alla religione. Ora è ricostruita. 
Ebbene, il peccato grave distrugge una cattedrale infinitamente più grande e meravigliosa, costruita dalla potenza dell'amore di Dio, quella cattedrale viva che è l'uomo in grazia santificante. La Bibbia afferma: "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi? Se qualcuno manda in rovina il tempio di Dio, Dio manderà in rovina lui" (1 Corinzi 3,16).
"Pietà di me, o Dio! ... Cancella il mio peccato!" (Salmo 51).

Il Re Davide, dopo aver tanto peccato, con amara delusione esclama: "I peccati (i delitti) chi mai potrà comprenderli?" (Salmo 19,13). Chi mai potrà valutarne la mostruosità e gli enormi danni?
Lo scrittore cattolico Iulien Green scrive; "Noi non sappiamo mai quale diga abbattiamo ogni volta che cediamo alle tentazioni: un peccato non è mai isolato, esso è come una invasione di morte.
Non si sa mai quello che si è perduto; l'ampiezza del disastro si conoscerà soltanto all'ultimo Giudizio".
S. Agostino: "Medita che cos'hai perduto, che cos'hai meritato!". Medita che cos'hai fatto con il peccato. Peccando hai distrutto te stesso come uomo! 
"L'uomo - dice S. Agostino - è composto di tre cose: corpo, anima e Dio nell'anima" ossia grazia santificante. Il peccato grave distrugge la grazia rendendo l'uomo meno che uomo e, spiritualmente, lo rende un cadavere.  A lui lo Spirito Santo dice: "Ti si crede vivo e invece sei morto" (Apoc.3,1).
Riflettiamo: con il peccato "calpestiamo il Figlio di Dio e disprezziamo lo Spirito Santo" (Ebrei 10,29), trafiggiamo il cuore della Madre di Gesù, versiamo il sangue di Gesù (cf. Marco 14,24). 
Crocifiggiamo e mettiamo a morte Gesù (cf. Ebrei 6,6), (cf. Romani 4,25; Galati 1,4).

Meditiamo cosa  perdiamo con il peccato. Perdiamo Dio: Lo respingiamo,
L' abbandoniamo (cf. Numeri 11,20; Germia 2,13). Perdiamo  la Sua grazia, i meriti, la bellezza spirituale, la gioia, il Paradiso.
Il S. Curato d'Ars afferma: "L'anima in peccato è tutta scabbiosa, imputridita: fa tanta pena! Se avessimo fede e vedessimo un'anima in stato di peccato mortale, noi moriremmo di spavento. L'anima in stato di grazia è come una bianca colomba, in stato di peccato mortale invece è un cadavere infetto, una carogna".
Medita: che cosa hai acquistato con il peccato? Ti sei legato con le catene di satana; dice la Bibbia:"L'empio è catturato con le funi dei suoi peccati" (Proverbi 5,22). Sei diventato “carnefice di Cristo e assassino della tua anima” (s. Curato di Ars). Corri verso la dannazione (cf. Ebrei 10,26 ss.).
Ritorniamo subito a Gesù che ci attende. Proponiamo fermamente: piuttosto morire che ricadere nel peccato!

Il peccato veniale è una trasgressione alla legge di Dio in materia leggera oppure in materia grave, ma senza piena avvertenza e senza totale consenso.
Si distingue in peccato veniale semi-deliberato quando lo si commette con scarsa conoscenza, e in peccato veniale deliberato quando lo si commette con avvertenza, a occhi aperti. 
Non è possibile evitare tutti i peccati veniali semi-deliberati, ma quelli deliberati si possono e si devono evitare.

Il peccato veniale deliberato e ripetuto, porta tante rovine: indebolisce l'amore di Dio in noi, ostacola il progresso spirituale, dissecca le sorgenti delle grazie, ci fa accumulare tanti debiti col Signore che inevitabilmente dovremo scontare o in questa vita o in purgatorio.

Il peccato veniale apre la strada al peccato mortale. Infatti, 'lasciando indebolire uno ad uno tutti gli anelli della catena, questa un bel giorno si spezza. 
E' fatale. E non sarà necessario che la ruggine intacchi tutti gli anelli: basta che uno solo sia corroso. Una catena non è più forte del suo anello più debole: è questo il pericolo del difetto dominante" (P. Plus, Gesù Cristo).

Caino iniziò con un po' d'invidia e giunse a uccidere Abele. 
Giuda iniziò con un po' d'attaccamento ai soldi e giunse a tradire Gesù per 30 denari.

Esempio. S. Caterina da Genova, a 16 anni, sposa un uomo con 5 figli e di pessimo carattere. Questi la tratta come una schiava. Lei si dà a vanità e mondanità. Un giorno, entrando in casa, vede Gesù con la croce sulle spalle, coronato di spine, che versa tanto sangue e che, con voce interiore, le dice: "Vedi quanto sangue per i tuoi peccati?" Eppure aveva soltanto peccati veniali.
Si converte. Diventa francescana secolare. Fa austere penitenze. Raggiunge una grande santità.

I peccati veniali non tolgono la grazia, ma sono un'offesa infinita al Dio infinito. Evitiamo almeno i peccati veniali deliberati; se vi riusciamo, saremo già avanti nella via della perfezione.