Porgi l’altra guancia  di Arrigo Muscio

 

[7]Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca, rompi, o Signore, le mascelle dei leoni.

[8]Si dissolvano come acqua che si disperde, come erba calpestata inaridiscano.

[9]Passino come lumaca che si discioglie, come aborto di donna che non vede il sole.

[10]Prima che le vostre caldaie sentano i pruni, vivi li travolga il turbine.

[11]Il giusto godrà nel vedere la vendetta, laverà i piedi nel sangue degli empi.

[12]Gli uomini diranno: <<C'è un premio per il giusto, c'è Dio che fa giustizia sulla terra!>>.

Sal. 58,7

 

[38]Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente;

[39]ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra;

[40]e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.

[41]E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.

[42]Dá  a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.

[43]Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;

[44]ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,

[45]perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.

[46]Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?

[47]E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?

[48]Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Mt. 5,38

 

Moltissime persone che non conoscono la Sacra Scrittura sono però sempre pronte a citare la frase di Gesù "Porgi l'altra guancia". Anche in caso di palesi e ripetute ingiustizie tentano di zittire i cristiani opponendo alle loro argomentazioni tale famosa frase. Naturalmente se ne guardano bene dall'approfondire il concetto espresso da Gesù ed applicando la famosa frase di un noto avvocato inglese "Datemi una frase di una persona e la farò impiccare!", "impiccano" moralmente e socialmente quanti desiderano esercitare la virtù della giustizia ed il diritto della legittima difesa contro i soprusi.

 

I salmi, che costituiscono la preghiera ufficiale della Chiesa (tant'è che vengono recitati in ogni celebrazione eucaristica) ci insegnano che esiste eternamente una supplica a Dio affinchè ci protegga e disperda gli empi "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto" (Mt. 5,17).

Per meglio capire quindi l'esatto significato dell'espressione di Gesù conviene leggere innanzitutto il commento riportato nella Bibbia di Gerusalemme all’espressione di Gesù “Si tratta del male da cui si è colpiti personalmente; è proibito opporgli resistenza a modo di vendetta, rendendo male per male secondo la regola giudaica del taglione. Gesù non proibisce  né di opporsi con dignità agli attacchi ingiusti né, ancor meno, di combattere il male nel mondo”. Gesù, quindi, non desidera che venga conservato il rancore nei confronti di quanti commettono ingiustizie, ma beatifica coloro che "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati….. ed i perseguitati per causa della giustizia" (Mt. 5,6 seg.). Il Signore al soldato che lo schiaffeggiò disse "Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?" (Gv. 18,23). Non mostrò quindi l'altra guancia affinché venisse percossa pure quella! Non solo, ma nella prima lettera di Pietro  (2,229) leggiamo "Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca, oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia" (2,22).

 

S. Paolo, ispirato dallo Spirito Santo replica a quanti volevano picchiarlo "Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?" (At. 22,25) - "Ma il sommo sacerdote Anania ordinò ai suoi assistenti di percuoterlo sulla bocca. Paolo allora gli disse: - Dio percuoterà te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la legge e contro la legge comandi di percuotermi?>> (At. 23,2) - "Paolo rispose: - Mi trovo davanti al tribunale di Cesare, qui mi si deve giudicare. Ai Giudei non ho fatto alcun torto, come anche tu sai perfettamente. Se dunque sono in colpa e ho commesso qualche cosa che meriti la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle accuse di costoro non c'è nulla di vero, nessuno ha il potere di consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesare" (At. 25,10).

 

La legittima difesa è pienamente giustificata dalla frase di Gesù "Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una" (Lc. 22,36). Che le Autorità debbano esercitare la giustizia e la repressione delle condotte empie è chiaramente affermato dallo Spirito Santo "I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l'autorità? Fà il bene e ne avrai lode, poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male"(Rom. 13,3 seg.).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna infatti:

 

 

La legittima difesa

 

2263 La legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un'eccezione alla proibizione di uccidere l'innocente, uccisione in cui consiste l'omicidio volontario. « Dalla difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita; mentre l'altro è l'uccisione dell'attentatore ». 174 « Nulla impedisce che vi siano due effetti di uno stesso atto, dei quali uno sia intenzionale e l'altro preterintenzionale ». 175

 

2264 L'amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale:

« Se uno nel difendere la propria vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita [...]. E non è necessario per la salvezza dell'anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l'uccisione di altri: poiché un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che alla vita altrui ». 176

 

2265 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell'autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità.

2266 Corrisponde ad un'esigenza di tutela del bene comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell'uomo e delle regole fondamentali della convivenza civile. La legittima autorità pubblica ha il diritto ed il dovere di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto. La pena ha innanzi tutto lo scopo di riparare il disordine introdotto dalla colpa. Quando è volontariamente accettata dal colpevole, essa assume valore di espiazione. La pena poi, oltre che a difendere l'ordine pubblico e a tutelare la sicurezza delle persone, mira ad uno scopo medicinale: nella misura del possibile, essa deve contribuire alla correzione del colpevole.

2267 L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.

Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.

Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ». 177

Un utilissimo insegnamento è altresì contenuto nel documento "Educare alla legalità" (ed. CEI) che tutti i cattolici dovrebbero leggere ed applicare.