Famiglia, non lasciarti distruggere… di Madeleine Delbrêl 

Quando il mondo vuole dividerti e ti indica la via dell'egoismo, del successo ad ogni costo, della realizzazione forzata con criteri e modelli non "tuoi" e non scelti... Non lasciarti annientare dalle false logiche del mondo, non lasciare che si spenga il fuoco che Cristo è venuto a portare sulla Terra e che da una famiglia è stato custodito!... Vivi come a Nazareth, impara da Nazareth, respira l'atmosfera di quella casetta nello scambio quotidiano d'amore. L'Ossigeno della vera Vita ti farà condurre un'esistenza terrena sana e fruttuosa, in attesa di tornare a casa, dal Padre
...

 

 E se a volte sentirai di respirare male, sali sul Monte del dialogo con Dio (cos'altro è, secondo te, la preghiera?...); cerca il silenzio: come puoi riuscire a sentire Dio nel brusio del quotidiano e nel baccano della tua voce che parla, parla e straparla? ...prendi il tempo per una passeggiata con Lui, cuore a cuore, nel silenzio di un tramonto, di un'ora vespertina in una Chiesa solitaria o semplicemente "rinchiudendoti" nella cella del cuore, in casa: chiudi gli occhi, respira profondamente, poi riaprili cercando di guardare il mondo con le lenti dell'Amore... Osserva le meraviglie della natura... Guarda gli occhi di un bimbo ed attingi da essi l'innocenza e la semplicità di cuore: abbandonati e dì "Gesù, vieni in me!  Gesù, resta, con me! Gesù, lavora con me, opera in me..." Ti manterrai in forma,  e forte, nel cammino...

La strada è lunga, i sentieri talvolta impervi, e le insidie spesso dietro l'angolo.... Il Principe della Menzogna (maiuscolo, perché è veramente il non plus ultra della falsità e della vana luce che acceca senza condurre in alcun porto sicuro!!!...) è da te che vuole cominciare ad annientare l'amore, perché ha capito che uomini e donne nuovi ci si forma nel tuo meraviglioso ambito quotidiano, fatto di ascolti, di sguardi, di attese gli uni degli altri nei personali percorsi di crescita... Non senti la nostalgia della tua vera casa?...

Non senti il cuore dilatato quando per un attimo fai silenzio nella tua vita e senti odore di Pane buono, e senti la voe amorevole di una Madre che ti chiama e ti richiama, con la Sua delicata premura, a lavarti le mani, perché è ora del banchetto celeste ed è tempo di presentarsi al Padre puliti ed ordinati, della pulizia e dell'ordine dei veri Figli di Dio?

Non senti il cuore contrarsi e l'angoscia serrare la gola quando osservi negli occhi di un bimbo che muore, in quelli serrati dalla morte di un soldato colpito da un gelido vento di guerra inutile (perché la guerra è sempre inutile, se muore anche solo un essere umano!...) che non è lontano milioni di anni luce, è parte di te, è cellula come te, soffio vitale come te, figlio come il tuo, marito come il tuo, umanità come la tua... Perché te ne accorgi soltanto quando la distanza sembra accorciarsi perché una calamità, una tragedia, un fatto di cronaca sfiorano topograficamente il tuo territorio, tracciato e segnato da tanti tentativi di autoprotezione -  sempre e solo povera cosa umana, se non è Dio ad averla costruita con l'ingegno della Sua sapienza!!! .. -  e tenere a bada persone, eventi naturali o disagi fisici o psichici; dalla chiusura degli infissi del cuore con collanti e traverse di legno a prova di uragano Amore?

Hai paura anche tu di amare, di lasciarti andare, perché non pochi venti gelidi - quelli dell'egoismo, dell'indifferenza, dell'opportunismo... - hanno raffreddato anche te... Lo so, lo capisco... Ma non è starnutendo sull' "altro" la tua rabbia (perché "non è giusto che tocchi solo a me a me!!!") che arriverai a guarire e ti sentirai meglio perché non sarai il solo  ad essere ammalato! "Mal comune mezzo gaudio" val la pena dirlo soltanto quando ci si impegna sul serio a combattere il batterio dell'infelicità, contagioso per trasmissione di odio ed egoismo!

Quando si accetta di curarsi tutti insieme, in una sforzo comune e costruttivo, con il farmaco del perdono reciproco e del rispetto  dell'altro, per diverso che possa essere o "minaccioso" per il nostro egocentrico concetto di salute... Mi piace il termine francese "salut", perché indica al contempo "salute" e "salvezza".... E' impiegato anche come saluto... Avete notato come camminando per le nostre strade si sia sempre meno a guardarsi ed a scambiarsi un cenno di saluto, che può voler dire comunicazine, incontro, solidarietà nel cammino?....

Al povero che tende la mano, poi!... non uno sguardo, un cenno fra "vivi", uno scambio di sguardi seppur minimo per dare calore, compassione... E Dio solo sa se più di una moneta non avrebbe bisogno di una parola, di un tocco lieve sulla spalla per sentirsi vivo e parte di un mondo che invece è sempre più chiuso in miliardi di monocellule incapaci di costruire "tessuto" (scienza?... fantascienza?!....) ed impazziscono incancrenendosi in un'esistenza a senso unico!!!...
Già, non è facile  per nessuno ... Dobbiamo piuttosto sforzarci di  stringere vincoli di solidarietà fra famiglie e ripartire, ricominciare da una porta aperta, da  una finestra sul cortile del prossimo non per giudicarne l'operato od invidiarne i successi, ma per ricostruire un tessuto sociale di vita vera, costruttiva, fiduciosa, affondando le nostre radici nel solco già tracciato da quelle di quanti ora contemplano la luce del Volto di
Dio, ma che nel corso della loro esistenza terrena le hanno affondate per noi nell'unico terreno fertile: la fede in Cristo Gesù, Figlio di Dio, fatto carne e morto per la nostra salvezza! RISORTO!.. sì, risorto, poiché altrimenti la nostra fede non avrebbe motivo di essere... Perchè - riflettiamo!... - molti sono stati i tentativi di annunciare clamorosi ritrovamenti del corpo di Xto, nel corso dei secoli, affinché si potesse arrivare a rendere vane eroiche dichiarazioni del tipo di quella di Padre Ragheed Ganni, segretario del vescovo di Mosul - nord Iraq - quando afferma “Abbiamo attraversato il 2004, il nostro Calvario, tra dolori e distruzione, ma c’è ancora vita, non siamo fuggiti, siamo ancora qui, perché siamo certi della Resurrezione”. (tanto per essere attuali!....).

La speranza, non lasciar spegnere in te la speranza, non cedere agli inganni del tristemente noto Principe menzognero,  invidioso dell'Onnipotenza divina, che cerca di scoraggiarti e portarti per mari - attratto dalla falsa luce del faro del "tutto e subito"... - nelle cui acque ti fa cozzare soprattuto contro gli scogli della tua povertà, della sfiducia e del "tanto Dio non può amare uno come me!"... Dio ti ama, ah, se ti ama!!!.... Ma se non fai silenzio nella tua vita per ascoltarne l'eco nel tuo cuore, e l'eco rimbalza e torna indietro senza che dalle orecchie sia sceso al cuore per portarvi musica nuova, come potrai "gustare e vedere quanto è buono il Signore"?  (la melodia soave dell'Amore di un Dio che ha creato il mondo per Amore, per Amore ha mandato il Suo Figliolo Unigenito per la nostra Salvezza e che con Amore continua a guardarci vivere da dietro le persiane del Cielo, scuotendo sì, a volte il capo per le nostre nefandezze, ma che confida di vederci tutti seduti a tavola, all'ora di cena, TUTTI, perché nulla della Redenzione vada perduto!!!...) Apri l'ombrello della fede!

Con l'aiuto e la grazia divina (Dio guarda alla buona volontà ed al desiderio di amare, che è già amore...) sarà efficace anche se non proprio integro ed un tantino tarlato da ripetuti errori di conservazione (spesso l'hai lasciato esposto, non hai badato a conservarlo dagli attacchi di tarme insidiose e dalle fatiche quotidiane non trasfigurate dall'amore, sempre allerta, nelle praterie dove il Buon  Pastore ti porta...).... Abbi fiducia in Lui, è un Re che invece dello scettro ha scelto il vincastro del Pastore!... Famiglia non lasciarti distruggere, diventa ciò che sei:

 

La famiglia ha la missione di diventare sempre più quello che è, ossia comunità di vita e di amore, in una tensione che, come per ogni realtà creata e redenta, troverà il suo compimento nel Regno di Dio.
                                                                                                  Giovanni Paolo II

 

Poiché le tue parole, mio Dio, non son fatte per rimanere inerti nei nostri libri, ma per possederci e per correre il mondo in noi Permetti che, da quel fuoco di gioia da Te acceso, un tempo, su una montagna e da quella lezione di felicità, qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga, ci investa e ci pervada. Fa' che, come "fiammelle nelle stoppie", corriamo per le vie della città, e fiancheggiamo le onde della folla,contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia... E saremo contagiosi della gioia.

 

 Tratto da: ILLABORATORIODELLAFANTASIA.IT