Il Purgatorio

 

1 - "La nostra patria è il Paradiso - ripeteva S. Crispino da Viterbo, Cappuccino - Là ci attende un grande numero dei nostri cari: genitori, fratelli, figli in festosa compagnia. Vederli, abbracciarli tutti: che gioia per loro e per noi! Che delizia in quel Regno celeste!"

2 - Ma in Paradiso non entrerà nessun'anima fin che conserva la più piccola macchia di peccato. La Bibbia ci ricorda: "Non entrerà in essa (nella celeste Gerusalemme) niente di macchiato" (Apocal. 21,27).

3 - Dunque esiste uno stato di purgazione o Purgatorio. Esso è un mistero della misericordia di Dio: moltissime anime non sarebbero entrate mai in Paradiso se non ci fosse stato il Purgatorio ove ogni macchia viene tolta (cf. Cat. della Chiesa n.1030).

 

S. Paolo afferma che chi avrà compiuto le opere con imperfezione, "si salverà, però come attraverso il fuoco" (1 Corinzi 3,15).

Gesù allude al Purgatorio quando dice: "Mettiti d'accordo con il tuo awersario perché questi non ti consegni al Giudice e tu venga gettato in prigione. Non uscirai di là finché non abbia pagato fino all'ultimo centesimo" (cf. Matteo 5,255.). Nel Purgatorio si pagano i debiti verso Dio.

 

L'Antico Testamento ci parla di suffragi per i defunti: per Mosè e per Aronne (cf. Deuter. 38,8; Numeri 28,30); per i figli di Levi (cf. Malacchia 3,3); per i soldati di Giuda Maccabeo morti in battaglia (cf. 2 Maccabei 43,46). Ciò suppone la fede nel Purgatorio, perché i suffragi per chi è in Paradiso non servono e per i dannati sono inutili.

     La Chiesa ha sempre fatto suffragi per i defunti fin dai suoi primi decenni: nelle catacombe ci sono tanti graffiti che l'attestano.

 

Le anime purganti hanno un amore tanto grande a Gesù da superare ogni immaginazione. Imitiamole! Il fuoco che le purifica è fuoco di amore. Perciò sono contentissime e addoloratissime.

Ci chiedono accoratamente preghiere e suffragi. E ci supplicano di evitare anche i più piccoli peccati veniali, pensando che, davanti all'infinita giustizia di Dio, tutto si paga, senza sconti, fino all'ultimo centesimo. Riflettendo che "la più piccola pena del Purgatorio supera infinitamente le più grandi sofferenze della terra" (S. Tommaso), viviamo santamente, così la morte sarà per noi un salto nel regno della gioia.