E il sale?

 

Gesù... beh... Gesù, pazienza... in fondo era venuto per quello, ma Stefano, Santo Stefano, il protomartire... c'era proprio bisogno che arrivasse a quel punto? Non è che li abbia provocati?
Sicuramente qualcuno a quel tempo avrà pensato così perché il martirio, quel martirio, non è per tutti e la scelta di andare fino in fondo è sempre personale e la Chiesa che è Madre non ci incita al martirio, ma alla testimonianza del Cristo questo sì e sempre e ovunque.

E allora perché siamo diventati invisibili?
Perché male non ci vuole stare nessuno e perché siamo istintivamente portati a fare meno fatica possibile soprattutto quando non ne vediamo le ragioni: e infatti il problema è questo, non abbiamo più la coscienza delle ragioni del nostro vivere. Così la Fede diventa una opinione, una convinzione (religiosa), un paio di ciabatte, in cui stare comodi, un vestito della domenica, un libro da brandire o da sfogliare con curiosità, una vestaglia calda quando fuori piove...
Tutti tralci staccati dalla vite e che non portano frutto: in fondo siamo in una società in cui ognuno pensa di potere scegliere il dio che più gli aggrada e non mette in conto di poter essere, invece, scelto lui da Dio: perché se qualcuno si accorge di essere scelto lui da Dio cambia la prospettiva di tutto, la parola Destino acquista un significato che non si può nemmeno immaginare... cambiano addirittura i parametri del tempo
e dello spazio.
Calma, calma non facciamo della teologia! Solo che questa non è teologia è vita, la vita di ogni momento e di ogni giorno, perché è vita scoprire che non siamo soli, è vita capire non finiamo, è vita capire che ognuno è unico, è vita
vedere che quel sangue di Cristo e dei suoi Martiri ci salva.


Ma siccome siamo uomini e si diventa cogli*ni anche per osmosi e noi
siamo immersi in un mondo che vuole salvarsi da solo e comunque cerca solo il piacere e non il suo significato, finiamo per adeguarci ai parametri e ai valori di questo mondo e la Fede diventa solo una uscita di sicurezza per i momenti peggiori o per non andare via di testa.
In fondo se ci lasciano questa possibilità siamo liberi, no?
Quando uno non sa dove andare è pronto a seguire chiunque faccia la strada più facile, se sa dove andare anche fiumi di persone che vanno in senso contrario al suo non lo spostano di un millimetro dal suo cammino...
Se la Fede non diventa cultura, opere, vita nella vocazione di ognuno e secondo modalità uniche e irripetibili siamo banderuole in balia di ogni soffio di vento e non c'è niente di più ammaliante di chi ti libera dal male indicandoti un colpevole, un bel bersaglio sicuro, magari grosso, per cui tu non c'entri, sei già libero, il male lo fanno gli altri e tu non hai più bisogno di Dio.


E se uno è convinto di non avere bisogno di Dio quelli che ne hanno bisogno, quelli che sono capaci di affidargli le loro gioie, i loro dolori, la loro donna, i loro figli, la vita stessa, gli danno fastidio e se per caso li vede morire è sufficiente cambiare canale e tutto rimane tale e quale.
Io non sto parlando di chi non crede, sto parlando di noi cristiani.

Sempre pronti a seguire il primo idiota che alza la voce (o la musica) invece di chi alza la Croce: abbiamo la sindrome di Natanaele, "può venire qualcosa di buono da Nazareth?"
Ulisse cerca fino alla fine, ma fermarsi dalla maga Circe è più facile... si perde anche la coscienza del dolore, cosa vuoi di più?


Abbiamo Santi che indicano la strada e preferiamo gli idoli perché sono più comodi, più facili: non c'è bisogno di rinunciare a niente per seguirli (neppure alle proprie convinzioni religiose perchè gli idoli sono buoni, sono magnanimi).
E come sono contenti certi preti quando hanno dei bei gruppi di giovani: così contenti che per paura di perderli sono disposti anche a non dirgli niente, così pian piano si abituano ad una discreta spiritualità religiosa e tutto rimane tale e quale...
Cristo ha cambiato tutto, ma è meglio che non si sappia.
"Sono buoni sa?" mi diceva un pastore e io pensavo "Sì, ma sono Veri?"
Non basta la bontà per vivere il matrimonio sul serio, non basta la bontà per il lavoro, non basta la bontà per non sprecare una vita, non basta la bontà per fare politica... ci vuole Qualcuno che ci renda Veri e l'Unico che conosco è Cristo e la Sua Chiesa: le altre cose non mi bastano.
Da quarantadue anni per quanto riguarda un modo vero (e io spero anche bello) di fare Musica io ci sono: non perché sono buono (non lo sono affatto) ma perché non posso fare altro...
ed è bellissimo non potere fare altro se non quello per cui si è fatti.
Ti passo il Sale…

 

 

Tratto da: culturacattolica.it