LE RELIGIONI DELL’UOMO: LA NEW AGE di Josè Luis Sanchez

 

Siamo davvero all’alba di una Nuova Era, ad un risveglio della religiosità?

Nella storia dell’umanità assistiamo periodicamente alla nascita di nuovi movimenti religiosi, spesso originati dalla costola di Chiese strutturate che si ritiene abbiano perso carismi e ideali. L’accusa è precisa: le grandi religioni sarebbero cadute in una sorta di sonno, rinunciando alla loro missione di aiutare l’uomo a vivere in pienezza.

La religiosità dei tempi nuovi, la New Age appunto (Nuova Era in inglese), di cui sentiamo parlare sempre più spesso, si presenta come una «dolce cospirazione», come una forma di spiritualità tutta incentrata sulla pace interiore. Le idee centrali della New Age sono state esposte in maniera sistematica dalla giornalista americana Marilyn Ferguson nel suo famoso libro «The acquarian cospirancy» (La cospirazione dell’Acquario), edito nel 1980. Il titolo del libro è preso dall’astrologia esoterica: si riferisce infatti al segno zodiacale dell’Acquario, simbolo della ricchezza e della fecondità che discende dagli dei all’uomo. Il termine «cospirazione» identifica invece un movimento «senza nome», formato da persone che, pur non riconoscendosi in una leadership e in un’organizzazione lavorano insieme all’avvento della Nuova Era. «È una vasta e poderosa rete – scrive la stessa Ferguson – che tuttavia manca di dirigenti. Il suo scopo è quello di introdurre un radicale cambiamento nel mondo. I suoi membri hanno tagliato i ponti con certi aspetti chiave del pensiero occidentale e persino con la sua tradizione storica. Questa rete è la cospirazione dell’Acquario».

 

L’idea basse della New Age è legata al concetto di anno cosmico, del tempo cioè necessario alla terra (o al sole, secondo altri) per percorrere i 12 segno dello zodiaco. L’anno cosmico è composto da 25.268 anni solari; il mese cosmico è invece formato da 2.100 anni. Attualmente il mondo starebbe vivendo la fase di passaggio dall’Era dei Pesci, che ha visto l’egemonia del cristianesimo, a quella dell’Acquario dove il primato spetterà alla «nuova religiosità». Secondo alcuni calcoli l’ingresso del sole nell’Acquario avverrà nel 2160: questa data segnerà il termine di un periodo oscuro, ricco di violenza e tensioni, che ha segnato la storia dell’umanità dal 1 marzo dell’anno 1 d.C. Per altri seguaci dell’Acquario la Nuova Era sarebbe già iniziata il 2 febbraio del 1993, con la congiunzione astrale di Urano e Nettuno in Capricorno.

 

Una civiltà nuova

 

L’avvento dell’era dell’Acquario, a detta dei «cospiratori», porterà una civiltà nuova, un nuovo Rinascimento. Torneranno centrali la spiritualità e l’umanesimo soffocate dall’era dei Pesci. Il progresso della scienza, frenato dalle negatività e dalle contraddizioni dell’era precedente, non troverà più ostacoli. Povertà, sfruttamento, squilibri economici e sociali, rischio nucleare, disastri ecologici, disagi esistenziali: la "nuova religiosità" dichiara guerra a questi disvalori e vi oppone la ricchezza della sensibilità, della pace, dell’armonia, dell’arte, della spiritualità e dell’autocoscienza.

Cos’è, allora, in sostanza la New Age? È per prima cosa una forma di religiosità romantica e orientalizzante. Predica una nuova spiritualità che si fonda sull’esperienza immanente dell’amplificazione della coscienza. Attraverso questa ricerca di autocoscienza, gradevole e consolatoria, si cerca di raggiungere l’armonia e la pace interiore, l’equilibrio fisico e psicologico. La religione intesa come relazione con un Dio trascendente e personale è svuotata di significato. Per gli acquariani il mondo dev’essere «reincantato»: sottratto cioè al materialismo a cui il modernismo scientista l’ha condannato, con la cosiddetta caduta dei valori spirituali. Vanno cioè recuperati gli stupori di fronte alla natura, la poesia davanti alle meraviglie del mondo.

È poi celebrata la supremazia dei valori e dell’esperienza della mente, sede delle manifestazioni extra e sopra – sensoriali. Viene data molta importanza ai viaggi extra corporei, alle esperienze di vita oltre la morte (per esempio chi si è risvegliato dal coma).

 

Uno dei termini chiave della New Age è «olismo» (una parola di derivazione greca che significa «tutto», n.d.r.). Il paradigma olistico (detto anche «gnosi di Princeton») sostiene che la natura e l’essenza ultima della realtà altro non sono che un flusso ininterrotto di energia. Tutto si compenetra e si influenza reciprocamente fino al punto che l’universo è riflesso in ciascuna delle parti che lo compongono, come uno specchio frantumato. Superata così la vecchia concezione dualistica propria dell’era dei Pesci, l’umanità è dunque pronta ad incamminarsi verso una nuova coscienza di se stessa all’interno dell’unità del tutto. Si tratta di una «coscienza integrale» che apre agli «stati di coscienza superiori»: la percezione cioè dell’unità del cosmo nel tempo e nello spazio.

La New Age segna il tramonto dei valori morali oggettivi. In luogo della morale e dell’etica, propone una forma di amplificazione della coscienza come strada per raggiungere la libertà. La perfezione morale dell’uomo sta dunque nell’esperienza dell’unità del tutto, nell’armonia psico – fisica con la natura. L’avvento dell’Acquario cambierà l’uomo, che deve affrancarsi dalle catene del suo piccolo mondo materiale. L’umanità a di fronte a sé un’infinità di verità nuove da scoprire. Non ci sono regole morali codificate, ma una realtà in divenire; il cambiamento non è il fine ma il mezzo. Intraprendendo questo cammino di rinnovamento interiore si raggiunge una forma di salvezza. Vi è inoltre un aspetto terapeutico legato alla New Age. Dato che tutto è energia, il corpo dell’uomo si ammala per una sorta di disarmonia. Ogni malattia ha dunque un risvolto psicosomatico. L’idea di Dio è diluita nei concetti di «energia cosmica», «coscienza universale». La terra, alla stregua della mitologica dea Gea, è vista come un organismo vivo di cui l’umanità è a sua volta parte viva. È un atteggiamento definito «gnosticismo monista». I mali dell’uomo si riflettono sulla terra e viceversa. La colpa di questa sofferenza universale è da rintracciare nel materialismo e nel razionalismo scientista, che hanno portato alla desacralizzazione del mondo. Per uscire da questa impasse occorre praticare una sorta di ecologismo militante, oltre a sviluppare la conoscenza delle medicine alternative e naturali.

 

Miscuglio di credenze

 

I figli dell’Acquario sono inclini a credere nella dottrina della reincarnazione, assunta dall’induismo, dal buddhismo e dalle filosofie esoteriche presenti anche in occidente. Secondo queste credenze, la vita non è unica, ma l’uomo ne avrebbe altre a disposizione per raggiungere lo stato dell’illuminazione e della perfezione. Dio, dunque non è necessario. L’uomo stesso è divino, solo che il raggiungimento di questo stato di perfezione ha bisogno della infinita sequenza della reincarnazione. In questo modo l’uomo struttura e ottimizza il suo «io». Di qui l’importanza delle tecniche di meditazione e di auto – coscienza, essenziali per aiutare l’uomo a realizzare la propria divinità. Appare chiaro che, per la New Age, è l’uomo stesso l’autore della propria salvezza. Non esiste perciò una teologia, quanto piuttosto una «teo – tecnica»: un metodo che insegna ad utilizzare il divino come strumento di realizzazione e autosalvazione. L’uomo dell’Era Nuova non ammette il concetto di peccato. Le mancanze, semmai, sono imputabili ad uno scarso sviluppo delle potenzialità della coscienza, che naturalmente tende ad uno stato di perfezione e di superamento del dualismo spazio – tempo, materia – energia.

La maturità spirituale consiste dunque nel cogliere l’idea che Dio altro non è che il simbolo dell’esperienza del proprio io. Dio anzi è la profondità stessa dell’io. Di qui una religione che nega l’alterità di Dio. Cristo stesso non è una persona, ma un simbolo dell’energia cosmica, dello «spirito cristico» che pervade l’universo. L’evento storico dell’incarnazione di Gesù di Nazareth è privato di valore e di significato. Interessa piuttosto una figura di Cristo come espressione dell’energia cosmica, senza vincoli necessari con Gesù di Nazareth.

 

L’aspetto sincretistico della New Age la rende una sorta di supermercato dello spirito, una religione debole ritagliata sulle esigenze del sentimento umano. Ciascuno, insomma, può costruirsi la propria spiritualità cogliendo ciò che più gli aggrada dalle diverse tradizioni religiose. È stata chiamata anche «religione metropolitana», per il suo insieme di valori light (che non costano cioè più di tanto). È una religiosità camuffata dove è più importante il contenitore del contenuto. Questa tentazione è presente anche nel cristianesimo, quando crediamo di poterci modellare il messaggio di Cristo a nostro uso e consumo.

All’interno della New Age ci sono anche elementi positivi e istanze condivisibili: la tensione dell’armonia, all’equilibrio e alla pace. Non si può però dimenticare che si tratta di una forma di irenismo sincretistico che sostituisce l’esperienza religiosa autentica con il soddisfacimento delle aspirazioni dell’uomo. Il punto di partenza è quello d’una sincera ricerca di Dio, che però non è più personale, ma viene trasformato nell’anima immanente del mondo. Riservando un attenzione particolare a Cristo come simbolo salvifico, relega la figura del Nazareno, non più persona ma energia cosmica, fuori della storia.

 

Come il cristianesimo, anche la New Age mette in risalto i valori dello spirito, ma induce l’uomo ad estraniarsi dalla sua realtà storica, sciogliendolo da qualsiasi responsabilità morale. C’è poi l’aspetto ecologista, con la sua giusta ansia di salvaguardia e rispetto del mondo. Nel mettere in evidenza l’importanza della corporeità contro ogni visione dualistica e manichea (che separa cioè l’anima dal corpo), arriva però a divinizzare la natura, negando la sua craturalità. Nel culto del corpo, nell’accento messo sul benessere psicofisico, si cela anche una sottile forma di idolatria.

Insomma, nel professare un’ingenua fede nel progresso, ritenuto infinito, la New Age propone un modello di autosalvazione che prescinde dal dono gratuito di Dio, dalla libertà umana e soprattutto dalla mediazione delle Chiese istituzionali. Chiama ad un’autentica riscoperta dei valori della persona, ma non si cura affatto di migliorare le condizioni di vita degli emarginati e dei poveri della terra.

 

Per approfondimenti:

Movimento New Age

Gesù Cristo portatore dell'acqua viva