L'incontro vivo con Gesù vivo

 

PRESENTAZIONE

 

L’incontro con il Vangelo è sempre un incontro con una Parola raccontata, trasmessa, vissuta. Questa Parola è una persona: Gesù Cristo.

 

Don Paolo, con un’espressione intuitiva e sintetica, ma densa di significato, diceva che l’incontro con il Vangelo è “Incontro vivo con Gesù vivo”.

L’accostarmi al Vangelo diventa così un incontro vivo, personale con Gesù, persona viva. Un incontro che mi prende e coinvolge tutta la mia persona. Un incontro che diventa vita ed esperienza.

Diceva ancora don Paolo: “Dal momento che Dio si è fatto Uomo, niente mi interessa di tutto il resto. Mi voglio incontrare con quest’Uomo. Gli voglio parlare. Lo voglio ascoltare”.

È l’inizio di un’avventura, di cui sai il principio, e che arriva dove il Signore ti vuole condurre, se ti fidi di Lui.

Senti il bisogno di conoscerLo a fondo, di studiare la Sua meravigliosa personalità; e il Vangelo

studiato scrutato, amato, diventa l’occupazione più deliziosa; e Gesù ti sorge sempre più vivo al fianco, sempre più conosciuto, sempre più sperimentato, sempre più familiare.

 

E nasce il colloquio incessante con Lui. E Lui dentro cresce…

Don Paolo aggiungeva: “…e ti brucia sempre più con il Suo amore, e ti fa sentire l’amore infinito del Padre che ti ha dato tutto, che ti dona tutto, che ti aspetta a casa”.

L’incontro vivo con Gesù vivo è un’esperienza ed è il punto di partenza del “Movimento Fac”. Per il Fac, il fare è il traboccare dell’interiorità: il mistero di Cristo dentro di noi incontrato e amato, che diventa vita.

L’incontro vivo con Gesù vivo punta al cuore, all’essenza dell’esperienza cristiana: l’incontro con Gesù salvatore nella Chiesa e nella storia. Richiede quindi alcuni atteggiamenti di fondo: immersione nella fede, silenzio interiore, umiltà.

Nella prima parte del fascicolo sono riportate alcune indicazioni che don Paolo ci ha lasciato, le quali costituiscono un metodo, ormai collaudato dall’esperienza di molte persone, per giungere all’incontro vivo con Gesù vivo.

Nelle pagine che seguono è riportato un “incontro vivo” fatto da don Paolo. Avvicinarsi direttamente attraverso le sue parole è il modo migliore per cogliere la sua intuizione e la sua passione per Gesù, Dio fatto uomo.

È un’esperienza diretta, da provare.

 

 

COME LEGGERE IL VANGELO

 

"L'incontro vivo con Gesù vivo nel Vangelo" è una nota caratteristica dei Corsi Fac, momento privilegiato all'inizio di ogni giornata.

Il metodo è semplice, ma profondo. Suggerito da Don Paolo, è stato ed è per tanti una via di luce per attuare il proprio incontro personale con il Dio fatto Uomo.

 

COME LEGGERE IL VANGELO

 

Il Vangelo si legge (o si ascolta) portandosi con tutto il proprio essere davanti a Gesù vivo che parla.

Bisogna uscire dalle piccole strettoie tempo-spazio per portarsi lì, tra la folla che è attorno a Gesù.

E questo bisogna farlo lasciandosi attirare dal Padre. “Nessuno  può venire a me, se non lo attira il Padre ...” (Gv 6,44).

È allora, e solo allora, che si compie il grande prodigio: l'incontro di te vivo con Gesù vivo.

 

Chiudi un momento gli occhi e contempla con la mente questa realtà.

Ecco Gesù. È seduto e parla alle folle. Sono giudei, samaritani, galilei.

Ma osserva attentamente, guarda!

Tutti questi sono come in prima fila. Dietro a loro, in seconda fila, stanno gli uomini della generazione seguente, e nella terza fila quelli della generazione appresso; poi via via altre generazioni… fino alla tua.

Gesù parla a tutti, a ciascuno.

Al centro della storia, attende che tu giunga finalmente a Lui.

 

I CINQUE GRADI DI CONOSCENZA DEL VANGELO

 

Questo modo di avvicinare il Vangelo passa per cinque diversi gradi di conoscenza.

 

1 -  Conoscenza "orizzontale" o "in superficie".

Si afferra il senso del brano evangelico, ci si rende conto di ciò che realmente Gesù intende dire; di ciò che questo o quel fatto significano.

Questa prima conoscenza la potremmo raffigurare in colui che, trovandosi ad ascoltare in una delle più lontane file, si alza in punta di piedi, tende bene l'orecchio, segue il discorso attentamente e capisce.

 

2 -  Conoscenza "verticale" o "in profondità".

E' quella che, oltre al senso generale del testo, permette di afferrarne l'anima e di scendere in profondità.

Qui chi legge ne scruta attentamente le divine ricchezze. Ne ricerca le connessioni con le pagine che precedono e che seguono; le relazioni dei fatti con l'ambiente, i costumi, e le persone.  Si tratta in pratica di studio che può essere sempre più profondo, attraverso testi con note accurate, commenti, monografie.

Questa seconda conoscenza la potremmo raffigurare in colui che, dopo essersi alzato in punta di piedi per ben intendere Gesù, viene portato dalla intensità della sua attenzione a spostarsi lentamente dalle più lontane file, fino a sedersi nella prima fila, ai piedi del Maestro.

Questi primi due gradi di conoscenza del Vangelo distano però dal terzo grado, e dai seguenti, quanto la terra dal cielo.

Sono due gradi di studio: il primo per capire; il secondo per approfondire. Ma in nessuno di essi si ha l'autentico incontro vivo con Gesù vivo.

Questo avviene nel terzo grado, e nei due seguenti.

 

3 -  Conoscenza "personale".

La persona, percorso il primo e secondo grado della conoscenza del Vangelo, si trova come faccia a faccia con Gesù.

E' qui che ha il primo brivido dell'incontro col Figlio di Dio.

Quasi senza avvedersene, venutasi a sedere (sempre attratta dal Padre) in prima fila davanti a Gesù, ad un certo momento si trova sola con Lui.

Sì, sola, perché in quel momento l'anima s'incontra con la realtà di Gesù che parlando, dicendo il suo Vangelo a tutti, lo vuole dire a ciascuno.

L'anima è sola con Lui: faccia a faccia, respiro a respiro.

Gesù parla: sono le stesse identiche parole di prima, quelle scritte su quella pagina, già studiate a fondo, con quel preciso senso... ma ora applicate da Lui a me.

L'incontro vivo e vitale è avvenuto.

Gesù mi guarda e parla, è Lui che dice quella pagina di Vangelo a me, per me, per i miei bisogni.

E Lui mi conosce tutto: presente, passato, futuro. Lui mi esaurisce con la sua conoscenza, perché mi ha fatto, anzi mi fa continuamente, mi sostiene, mi conduce misteriosamente.

Allora Gesù parla a lungo, e dice cose misteriose, ed applica quelle cose divine a me, per i miei bisogni vivi, brucianti.

Gesù che parla è realmente dentro… perché in me, vivo di vita divina, c'è il Padre, e il Figlio, e lo Spirito Santo.

......

 

È così che il Vangelo diventa mia vita.

È da questa terza conoscenza coltivata con costanza e con amore che nasce l’'amicizia intima personale con Gesù, l'Uomo più vivo, l’Amico senza del quale non si può vivere.

È qui che scocca il “Sì” dell'anima e diventa sempre più profondo, sempre più intenso, sempre più frequente, sempre più caldo fino a diventare respiro, vita...

E' proprio qui, in questa conoscenza personale, che si inizia quella che noi chiamiamo, perdonatemi l'espressione insolita, la “malattia di Gesù”: malattia grave che non perdona.

Mentre Lui dentro, cresce, cresce sempre più, fino ad occupare tutto: è il punto in cui l'anima sente la verità gioiosa del “Per me... il vivere è Cristo …” (Fil 1, 21); “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

È in questa terza conoscenza che l'anima si può perdere in un solo versetto di Vangelo e rimanere a lungo, anche per ore, a colloquio con il suo Amico, con il suo Tutto.

E questo terzo grado di conoscenza è di natura sua strettamente unito al quarto, è fatto per il quarto.

 

4 -  Conoscenza “vitale”.

È la conoscenza che viene dal Vangelo tradotto nella propria vita, accolto in sé.

Spieghiamoci con un esempio. Un chimico, di un bicchiere d'acqua vi dirà tante cose. Vi darà la formula dell'acqua: H2O; vi parlerà delle sue proprietà, dei suoi contenuti organici e inorganici, ecc.

Ma se avendo sete berrà quell'acqua, ne avrà una cognizione nuova, “vitale”; conoscerà la preziosità provvidenziale di quel liquido. Sperimenterà in sé benefici: alcuni avvertiti, altri meno, ma che sente vanno a giocare tra le componenti della propria vita e del proprio benessere.

Così è di colui che, dopo essere passato per la prima, seconda e terza conoscenza di una pagina di Vangelo, si decide a tradurla nella propria vita.

 

5 -  Conoscenza “vitale totale, o integrale”.

Mentre la conoscenza personale e la vitale approfondiscono ed intensificano il loro ritmo, proprio per natura loro, portano alla grande, gioiosa, luminosissima scoperta del Cristo Totale: il mistero del Corpo Mistico.

Così la persona si trova davanti al Gesù tutto intero, in cui sono presenti tutti i fratelli di tutti i tempi con tutti i loro bisogni, fusi nell'unità della reale persona mistica di Gesù, con i quali e per i quali noi operiamo, soffriamo, gioiamo. Usciamo allora da un quadro troppo ristretto, ancora egoistico ed iniziale: Lui-io, per entrare nel quadro dell'incontro col Cristo Totale: Lui capo, Lui corpo e io.

 

Giunta a questo punto la persona ad imitazione di Gesù, è tutta tesa verso i fratelli, totalmente donata agli altri.

... Per la redenzione di tutti.

Ha allora la conoscenza più piena che di Gesù si possa avere quaggiù.

È questa cognizione che fa i Santi.

I Santi sono appunto coloro che hanno accolto Gesù nel modo più pieno, eroico, perfetto. In una parola “più dinamico”.

Sono così diventati Vangelo vivo. Gesù vivo che passa attraverso il mondo di oggi. Ecco perché il mondo si commuove e crede. Essi sono Gesù che passa, ora, tra noi.

Perché è di Gesù solo che ha bisogno il mondo. Gesù solo è il Salvatore.

Chi accetta il Vangelo e lo rende vita, converte il mondo, perché in lui pesa e opera Gesù vivo.

E questa realtà opera sempre, e tanto più quanto più l'accettazione è profonda, piena, eroica.

 

 

LA SIGNORA BERENICE  S’INCONTRÒ CON GESÙ

 

 “Essendo passato di nuovo Gesù all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava  lungo il mare. Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il quale vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: “La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”. Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”. E all’istante le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: “Chi mi ha toccato il mantello?”. I discepoli gli dissero: “Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?”. Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male”.” (Mc 5,21-34)

      …...